
RECANATI. Comunicato stampa dell’avv. Pizzirusso e del sott. Lorenzini. Dall’assemblea del 26.05.2012 siamo rimasti in silenzio, quali ex candidati a cui è stato negato il diritto a poter essere eletti in sede di rinnovo parziale delle cariche sociali della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, in attesa di verificare se e quando sarebbero state adottate le preannunciate azioni ed interventi nell’interesse della banca che i soci si attendevano.
Abbiamo però ascoltato le dichiarazioni rese venerdi scorso dal Presidente Niccoli nell’ambito di un incontro che aveva ad oggetto Infinito Vita (in un contesto, peraltro, in cui parlare delle problematiche della banca era quanto mai fuori luogo), nonché letto quanto apparso sulla stampa, in cui siamo stati tirati in ballo con una serie di affermazioni gravemente inesatte ed inopportune, sicchè, anche su sollecitazione di numerosi soci che da tempo vogliono ed hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo in banca, non possiamo che far cessare tale silenzio. In uno slancio di protagonismo il Presidente poteva risparmiarsi simili affermazioni, come quelle relative all’impugnazione della delibera assembleare del 26.05.2012, che i sottoscritti avevano taciuto per correttezza e per non alimentare inutili polemiche o strumentalizzazioni, ma il prof. Niccoli ha ritenuto di sventolare ai quattro venti l’esistenza delle nostre iniziative giudiziarie, come se fosse una colpa esercitare legittimi diritti che competono ad ogni socio dissenziente e mostrandosi sicuro delle proprie convinzioni giuridiche in attesa che sia l’autorità giudiziaria, e solo questa, a pronunciarsi.
Il Presidente poteva altresì evitare frasi o avvertimenti su fantasiosi tentativi di scalare la banca o di chissà quali interessi nascosti, come se fossero riferiti ai sottoscritti, in quanto nessuno ha o ha mai avuto questi obiettivi e se aver proposto le proprie candidature alle cariche sociali o aver esercitato un legittimo diritto di impugnativa significa tentare di scalare una banca, riteniamo che il prof. Niccoli sia totalmente fuori strada e manifesti una visione non proprio democratica nell’esercizio della carica che ricopre.
Non crediamo proprio che i sottoscritti siano un problema per la banca, a cui teniamo ed alla quale vorremmo ancora dare il nostro contributo, ricordandogli che l’unico ruolo indispensabile e fondamentale all’interno della banca è svolto dai dipendenti che ogni giorno mettono la loro faccia e sostengono il peso e le responsabilità dei rapporti con la clientela e con il mercato.
Il Presidente ha poi affrontato il tema dell’intervento di sostegno da parte del Fondo per rafforzare patrimonialmente la banca, senza fare alcuna chiarezza sul perché, dopo 5 mesi dall’assemblea, detto intervento non è ancora avvenuto.
Il Presidente finge di non ricordare quanto volte, prima e durante l’assemblea dello scorso maggio, ha definito urgente tale intervento, in funzione del quale doveva essere per forza approvata l’introduzione del gradimento nello statuto della banca, blindando la nomina delle cariche sociali ed espropriando i soci da qualsiasi potere in merito; senza l’intervento del Fondo, ha più volte enfatizzato il Presidente, la banca avrebbe rischiato la paralisi ed il commissariamento (v. articolo apparso sul Corriere Adriatico del 24.04.2012).
Sono passati 5 mesi e, dunque, quello che a maggio era definito un intervento urgente ed essenziale non è ancora avvenuto: ma, allora, dov’è la verità ? L’intervento di sostegno è necessario o non è necessario ?? Ma non si correva il rischio di commissariare la banca se il giorno dopo l’assemblea non vi fosse stato detto intervento ?? E quali sono le condizioni (forse nuove?) che il Fondo richiede, come ha detto il Presidente nel corso dell’intervista ? E perché non risulta ancora approvato il piano di risanamento ?? Il Presidente è tenuto a chiarire in concreto ai soci tali circostanze e non limitarsi a dire che si trova nell’impossibilità di dare date certe e sicure, poiché i soci hanno votato l’introduzione nello statuto di un (illegittimo) gradimento presupponendo che esso fosse strumentale ad un immediato intervento di sostegno. E invece così non è stato. Sarebbe stato al contrario corretto che l’intervento di sostegno fosse stato dapprima deliberato dal fondo, che il piano di risanamento fosse parimenti stato già approvato e solo allora ai soci fosse chiesto di votare l’introduzione del gradimento nello statuto, in modo da completare l’operazione con l’ultimo tassello mancante. Invece si è seguita la strada opposta, blindando prima le cariche sociali e poi navigare a vista ed in alto mare in attesa di un intervento di rafforzamento patrimoniale che la Banca di Italia chiede da agosto 2011. L’introduzione nello statuto del gradimento si rivela, ad oggi, intempestiva ed inutile.
Ancora più disorientante appare l’affermazione relativa alla recente ulteriore svalutazione dei crediti che, a detta del Presidente, sta ritardando l’intervento del Fondo. Il Presidente chiarisca se tale svalutazione, ove dovuta, doverosa e corretta, è avvenuta prima del 30.06.2012 o dopo tale data: posto che tale svalutazione provoca ripercussioni negative sull’equilibrio finanziario della banca e l’emergere di nuove sopravvenienze passive, se essa è avvenuta prima significa che, a fronte di un utile lordo dichiarato dal Presidente di euro 500.000/1.000.000, la banca ha prodotto in sei mesi utili per circa 6 milioni di euro (dato purtroppo improbabile), mentre se è avvenuta dopo significa che l’utile lordo al 30.06.2012 è stato eroso e la banca ad oggi ha una perdita di circa 4 milioni di euro. Il Presidente fornisca dati precisi e corretti !
Ed ancora: se il Fondo richiede nuove condizioni, cosa c’entra la svalutazione di crediti per 5 milioni con il ritardo nel dare avvio all’intervento di sostegno ? Insomma, una serie di contraddizioni senza fine, supponendo che i soci non sappiano giudicare o capire.
Il Presidente è ritornato sul gradimento negato ai sottoscritti, giocando con le parole e dicendo che in realtà il gradimento per i sottoscritti non è stato semplicemente espresso. Come dicono a Napoli, “ca nisciun è fess”: se il gradimento è stato espresso solo per taluni (come, con visione profetica, aveva anticipato lo stesso Presidente…) e non per altri, significa semplicemente che questi ultimi non sono graditi. Il concetto è chiaro ed a nulla valgono i giri o i giochi di parole. Ancora sul gradimento negato ai sottoscritti: il Presidente afferma che non potevamo pretendere di avere il gradimento solo perché avevamo ritenuto non necessario l’intervento di sostegno del Fondo e perché avevamo indicato strade alternative alla presenza del Fondo medesimo. Si tratta ancora una volta di affermazioni gravissime di cui non si rende conto chi le compie.
E’ la prova, allora, che il gradimento statutario non poggia su criteri certi, specifici e prefissati, ma dipende da valutazioni soggettive e discrezionali e, per di più, assume natura sanzionatoria per chi ha avuto il coraggio semplicemente di dire che vi potevano e vi possono essere soluzioni alternative all’intervento del Fondo. Insomma, l’ennesima dimostrazione di democrazia societaria da parte del Presidente !!
E, comunque, se sono passati oltre 5 mesi dall’assemblea senza che l’intervento di sostegno sia avvenuto, forse quel che avevamo detto sul fatto che esso non fosse così urgente o vitale non era proprio sbagliato, visto che la banca ha continuato ad operare e, stando a quel che dice il Presidente, a generare utili (senza tenero conto delle sopravvenute svalutazioni).
Infine, il Presidente dovrebbe smetterla di raccontare inesattezze quando dice che è sempre stato pronto a collaborare (alludendo ai sottoscritti) nell’interesse della banca, ma le richieste pervenute erano inaccettabili (alludendo sempre a fantasiose richieste fatte dai sottoscritti).
A quali richieste allude ? Come si permette di fare simili affermazioni, dato che nessuno ha mai richiesto nulla ? Giova ricordare che le uniche richieste avanzate sono state (e sono) di chiarezza e trasparenza. Ciò che è “inaccettabile”, per il Presidente Niccoli, pare sia proprio tenere un comportamento chiaro e trasparente che sicuramente svelerebbe le reali finalità delle modifiche statutarie introdotte le quali hanno, di fatto, delegittimato completamente i soci. E le azioni legali intraprese (a nostre spese) mirano proprio ad accertare la legalità dell’operazione che si è compiuta, per cui è antipatico attaccare gratuitamente ed in modo offensivo chi cerca di capire e far capire la verità.
Tutto questo, purtroppo, la dice lunga sui metodi di confronto e di azione che il Presidente pone in essere e sul fatto che, ancora una volta, manifesta di essere estraneo alla compagine sociale ed al territorio in cui opera la banca. Questo è il vero problema.
Avv. Gerardo Pizzirusso
Dott. Marco Lorenzini