
di Girio Marabini. Desidero proporre all’attenzione dei lettori di radioerre.net una questione importante, quella delle energie alternative,le quali pur portando vantaggi dal punto di vista economico e della riduzione dell’inquinamento, presentano problemi notevoli dal punto di vista dell’impatto ambientale (ambiente, paesaggio…). La questione non è di facile soluzione, lo abbiamo toccato con mano in questi ultimi tempi relativamente alla tribolata decisione del Consiglio regionale sulla autorizzazione alle centrali a Biogas. Ogni proposta è accompagnata dalla formazione di comitati di cittadini che si organizzano per la tutela della salute, che ritengono insediata da certi tipi di attività. Di fronte ad una politica spesso litigiosa e non efficace è l’unico modo che il cittadino ha per fare sentire la sua voce.
In questi giorni, anche nella città di Potenza Picena, si discute animatamente sulle proposte di insediamento di centrali a Biogas, in particolare di una centrale nella zona di Torrenuova, zona interessata da insediamenti di civile abitazione, turistici e da vincolo paesaggistico (laghetti).
I quotidiani locali ne hanno riportato discussioni e polemiche; si è tenuta,inoltre, una animatissima assemblea di cittadini alla presenza dei capogruppi consiliari, del Sindaco e di parte della giunta Comunale. I cittadini si sono mobilitati e stanno raccogliendo firme per il no al Biogas.
La mia opinione in merito, per quello che può interessare, è la seguente: in primo luogo non ritengo etico o quantomeno non rispondente ad una morale naturale coltivare cibo (mais ecc…) non per sfamare l’uomo ma per produrre energia. Inoltre l’ambiente, il paesaggio, la salute vanno salvaguardati, appartengono alla sfera del ben-essere del uomo, cioé della qualità della vita. Tale principio ritengo debba essere tenuto in debito conto dalle Amministrazioni Comunali nell’autorizzare certi tipi di attività economica: l’autorizzazione non può essere relegata a semplice atto amministrativo.
Occorre invece valorizzare il cosiddetto “principio di precauzione” così come ha fatto il Consiglio Comunale di Montecosaro con delibera n.14 del 7 giugno 2011, su proposta del Sindaco Cardinali.
Tale principio, previsto dall’art. 191, comma 2, del “trattato sul funzionamento dell’Unione Europea”, è finalizzato (si legge nella delibera) a “ proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita”.
Il Consiglio Comunale di Montecosaro, richiamando anche gli articoli 9-32-41 della Costituzione Italiana, ha deciso pertanto che le procedure per l’autorizzazione di ciascun piano, progetto, intervento, infrastruttura o attività che riguardino l’uomo, la fauna e la flora; il suolo, l’acqua, l’aria e il clima; i beni materiali e il patrimonio culturale; l’interazione tra i fattori di cui sopra, debbano tener conto del principio di precauzione. anche qualora non fossero soggetti alla Valutazione Ambientale Strategica e alla Valutazione di Impatto Ambientale.
In base a tale principio dovrà essere accertato preventivamente che l’attività antropica proposta sia compatibile con le condizioni per la tutela della salute, per uno sviluppo sostenibile e, quindi, nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un’equa distribuzione dei vantaggi connessi all’attività economica.
La delibera del Comune di Montecosaro contiene una precisa procedura da seguire che sicuramente evita la prolificazione di impianti a fotovoltaico a terra e delle centrali a Biogas, rendendo l’eventuale autorizzazione oculata e attenta alle esigenze della popolazione.
Tra l’altro, a tale proposito, è previsto anche di applicare il “principio di concertazione” a tutti i procedimenti autorizzativi, provvedendo in primo luogo a garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.
Dal mio punto di vista va sicuramente un plauso all’Amministrazione di quel Comune che , senza la solita divisione sterile e fuori luogo per certi argomenti tra maggioranza ed opposizione, ha saputo trovare una risposta significativa e lungimirante alle esigenze economiche- strategiche e a quelle della qualità della vita dei cittadini.
Può essere quella una deliberazione esportabile anche in altri comuni?
Girio Marabini