Rette in ribasso alla casa di riposo Ester Gigli

Recanati. Malgrado l’azzeramento dei contributi da parte del Comune, pur previsti per legge, e una crisi generale, la Casa di Riposo “Ester Gigli”, potrebbe dal prossimo anno abbassare le rette per gli anziani ospiti. E’ questo l’obiettivo, che sa di miracolo, a cui sta lavorando da mesi il presidente degli Ircer, Sergio Beccacece e il consiglio di amministrazione. “I miracoli, dice Beccacece, non li possiamo fare, lavoriamo solo su quello che è possibile.” Ma il possibile per l’Ente, nato appena un anno fa dalla trasformazione di una ex Ipab, significa aver azzerato un debito di oltre 2 milioni di euro e pensare oggi non solo di non aumentare le rette dei servizi residenziali a favore degli anziani (casa di riposo, casa protetta e mini appartamenti) ma anche di valutare la possibilità di diminuirne l’importo sin dal prossimo anno. “Anche fossero solo poche decine di euro al mese significano alcune centinaia di euro di risparmio all’anno che vanno nelle tasche delle famiglie.” Com’è possibile ciò? “Una politica di risparmio su tutte le spese non utili, confessa Beccacece, un’attenzione a tutte le voci di bilancio sia in entrata (stanno rientrando somme che dovevamo avere) che in uscita:  ad esempio uffici spartani con tre persone solo. Non  so quale altre strutture o realtà analoghe si reggono con così poco personale.” Una mano, a dire il vero, ce l’ha messa anche madre natura che ha permesso di chiudere i conti dell’azienda agraria del 2011 con un utile di 280 mila euro (di cui 80 mila euro per l’espianto dei vigneti) che ha superato quello degli anni precedenti. “Un utile necessario per coprire le spese dei servizi sociali che non sono in attivo: le rette riscosse, infatti, non coprono per intero tutte le spese. La Fondazione, dice ancora Beccacece, non è una banca, non è un’azienda privata, non ha scopo di lucro, chi l’amministra non ci guadagna niente però ha il dovere e il piacere di venire incontro alle necessità degli ospiti. Il consiglio sente molto questa responsabilità anche perché la Fondazione è retaggio di una cultura recanatese antichissima che è proprio quella di venire incontro ai bisogni delle fasce più disagiate che una volta erano gli orfani, i bambini della 1° Comunione, le vedove e le zitelle e oggi, invece, sono gli anziani bisognosi. La povertà è un problema drammatico ma la povertà in un soggetto debole, debilitato e anziano è drammaticissimo.” Il presidente lancia, infine, anche un nuovo servizio che già sin da oggi è attivo. “La Fondazione è disponibile, per gli anziani che hanno difficoltà economiche o di salute, a fornire, ad un prezzo molto popolare, un pasto caldo completo sin da subito. Basta mettersi in contatto con gli uffici e non c’è altro da fare. Stiamo anche valutando l’ipotesi del pasto a domicilio ma questo richiede un’organizzazione e diverse autorizzazioni e non lo possiamo attivare da subito.”

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