
RECANATI. Nota stampa del consigliere regionale Enzo Marangoni. Per legge il 100% dell’IMU pagata dai recanatesi sulla prima casa rimane al comune di Recanati e nulla va allo Stato. Il Comune ha deciso di fissarla al 5 per mille e viene tutta trattenuta dallo stesso. Invece l’IMU su tutti gli altri fabbricati resta al comune di Recanati per il 64,2% mentre solo il 35,8% sarà versata dal comune di Recanati allo Stato. La legge prevede infatti per i fabbricati diversi dalla prima casa (dalla seconda casa agli immobili oggetto di esercizio di impresa come negozi, laboratori artigiani, studi professionali, capannoni, aree fabbricabili) che il comune giri allo Stato solo il 3,8 per mille. La differenza tra l’IMU stabilita da ogni comune e questo 3,8 per mille, dovuto allo Stato, viene tutta trattenuta dal comune stesso. Nel caso di Recanati si tratta addirittura del 6,8 per mille (che è appunto il 64,2% del totale dell’aliquota) che, sommato al 3,8 per mille suddetto, porta all’aliquota totale del 10,6° per mille. Questa è l’aliquota pesantissima fissata dal comune di Recanati senza prevedere nemmeno qualche agevolazione fra le molte possibili. Diversamente dagli altri comuni l’amministrazione recanatese ha deciso che si paga sempre e comunque il 10, 60 per mille anche se la seconda casa è sfitta, il laboratorio o il capannone è chiuso, la seconda casa è sfitta o è abitata gratuitamente da figli, genitori, fratelli. Paga il 10,60 per mille persino chi ha lasciato la casa di proprietà e risiede all’estero o in altre zone d’Italia dove è andato a cercar lavoro. E così in molti altri casi.
Visto che resta al Comune il 64,2% dell’aliquota su tutti i fabbricati diversi dalla prima casa, il comune di Recanati ha deciso di fare cassa sui i propri cittadini. Ecco perché il comune l’ha fissato l’IMU al massimo, senza detrazioni. Una vera e propria tassa patrimoniale.
Ci chiediamo allora come possa il sindaco di Recanati dichiarare che “questa tassa è comunale, ma solo perché ci fanno fare gli esattori, noi riscuotiamo per conto dello stato”. Il sindaco di Recanati è esattore per conto dello Stato solo in minima parte, visto che incassa e trattiene per sé, cioè per il comune stesso, il 100% dell’IMU sulla prima casa e il 64,2% dell’IMU su tutti gli altri fabbricati.
Altro problema è come il comune spende questa massa di denaro. Sarebbe possibile imporre ai cittadini tasse più equilibrate se il comune di Recanati evitasse o riducesse le molte spese inutili o quelle che hanno uno scopo apparentemente istituzionale ma che in realtà sono finalizzate a mantenere il consenso elettorale. Resterebbe così qualche soldo in più ai cittadini che, facendo acquisti, potrebbero contribuire a rilanciare l’economia del territorio.
L’applicazione dell’IMU sul territorio è una verifica delle capacità amministrative di un sindaco e della sua giunta. Questa legge ha dato tanta autonomia ai sindaci. Il sindaco lungimirante ha potuto diversificare e venire incontro alle esigenze dei propri cittadini in questo difficile momento economico. Il sindaco poco accorto ha invece usato la mannaia fiscale che la legge gli ha improvvidamente messo in mano.
Di tutti questi aspetti parleremo al convegno di sabato 8 dicembre, alle ore 16.30, al salone IRCER
Enzo Marangoni
Consigliere regionale