I tagli di Monti impoveriscono le pensioni

Il Sindacato Pensionati Italiani della CGIL di Macerata organizza per il 13 dicembre al Ristorante Anton di Recanati, una Tavola Rotonda sulle ripercussioni indotte nelle fasce più povere del Paese dalla politica dei tagli voluta da Monti.

“Lavoro, tasse, pensioni basse – Che fare?”, questo il titolo dell’iniziativa voluta dallo SPI. Dopo il saluto del Sindaco di Recanati Fiordomo, Antonio Marcucci – Segretario Provinciale dello SPI di Macerata – presenterà la Tavola Rotonda, fissando l’attenzione sulla situazione dei pensionati nel nostro territorio. (Situazione che è stata “fotografata” da uno studio dell’Ires CGIL Marche che ha analizzato i dati dei primi 9 mesi del 2012. Le statistiche ci dicono che le domande di pensione di vecchiaia sono scese da 912 a 592 (-35,1%), mentre quelle di anzianità sono passate da 827 a 387 (-53,2%!). Calano anche le pensioni di invalidità 185 domande accolte (il 6,1% in meno rispetto al 2011). Complessivamente, a fine settembre 2012, l’INPS, nella nostra Provincia, aveva in carico 114.690 pensioni (l’1,5% in meno rispetto al 2011) e l’importo medio mensile è di soli euro 667.00.

Se analizziamo poi la differenza fra uomini e donne, è da notare che, mediamente, la pensione di vecchiaia di una donna nella nostra provincia è di 663 euro, contro i 1.355 euro degli uomini). Un ultimo dato significativo: nel 2002 gli ultracentenari erano, in provincia, 40 in tutto; oggi sono 102; ciò significa che i nostri amministratori non possono esimersi, nonostante la crisi, a dove rivedere il sistema dei servizi per garantire un’assistenza adeguata).

A seguire la giornalista Alessandra Pierini coordinerà la Tavola Rotonda che vede la partecipazione di Emidio Celani Segretario Generale dello SPI Marche,  Sara Giannini Assessore regionale, Francesco Rubini studente universitario, Aldo Benfatto Segretario Generale CGIL Macerata e Carla Cantone Segretario Generale dello SPI CGIL.

Su questa iniziativa abbiamo rivolto alcune domande al Segretario provinciale dello SPI di Macerata, Antonio Marcucci.

– Voi che rappresentate i Pensionati, perché vi preoccupate anche del lavoro e delle tasse?

“Noi dello SPI siamo profondamente convinti che la crisi economica può essere superata solo rilanciando l’occupazione (in merito sono significativi i dati della Cassa Integrazione della nostra Provincia relativi all’ottobre scorso: 668mila ore di CIG con un aumento del 29,6% rispetto a settembre, + 48,5% rispetto ad ottobre 2009 e sono il triplo rispetto a quelle del 2010 ed il doppio rispetto a quelle del 2011; tutti sappiamo che una volta terminata la CIG, il passaggio alla disoccupazione è quasi automatico…). In tal senso  le nuove regole per il pensionamento darà un forte colpo all’occupazione, specie quella giovanile, rallentando il turnover. Partendo da queste premesse è chiaro che il tema del lavoro è sicuramente centrale e in base alle risposte che il Governo saprà dare su questo punto, potremo avere indicazioni chiare. E’ da ricordare inoltre, che in presenza di un precariato diffuso fra le nuove generazioni, con la percentuale di disoccupati che aumenta mese per mese, il ruolo di sostegno che i nostri pensionati continuano ad assicurare a figli e nipoti diviene – di fatto – il principale ammortizzatore sociale”.

– Quindi le “pensioni basse” sono anche l’ultima ancora di salvezza…

“Certo. Solo che è impensabile continuare su questa strada. I pensionati, dopo una vita dedicata al lavoro, hanno il sacrosanto diritto di avere un periodo di relativa serenità e non possono divenire lo scudo socio-sanitario dei familiari, perché Monti ha deciso di raschiare il barile, destrutturando lo stato sociale e rovesciando sulle spalle dei meno abbienti il costo della crisi.

Altro che equità promessa e sbandierata! Basta vedere quello che hanno fatto con i disabili, a cui hanno tolto anche quel minimo sostegno che c’era prima”.

– Il vostro Sindacato dei Pensionati quale strada indica?

“Il terzo punto della Tavola Rotonda riguarda, non a caso, le “tasse”. Da sempre sosteniamo che la lotta all’evasione è fondamentale per reperire le risorse necessarie per il corretto funzionamento dell’apparato statale, senza ricorrere alle stangate, alle “manovre”, ai tagli lineari. Crediamo anche che sia ora di pensare ad una patrimoniale seria e reale sui grandi capitali e sulle transazioni speculative e di alleggerire il prelievo fiscale a carico delle fasce meno abbienti. Altrimenti i consumi (e quindi il ciclo produttivo delle industrie che solo così possono iniziare a riassumere) non decolleranno e la nostra economia proseguirà questo ciclo negativo, avvitandosi su se stessa”.

Macerata,li  11 Dicembre 2012

Ufficio Stampa CGIL Macerata

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