Il Comune di Recanati caccia 4 famiglie dalle case popolari: Marangoni le reintegra.

RECANATI. Nota Lista Civica FAMIGLIA IDENTITA’ TERRITORIO.  Tra fine 2011 e inizio 2012 il Comune di Recanati ha intimato a 4 famiglie recanatesi di liberare l’alloggio popolare per aver superato, per due anni consecutivi, il limite di reddito ISEE. Le famiglie hanno ricevuto una brutale lettera in burocratese con la quale il dirigente comunale competente “intima il rilascio dell’alloggio di cui trattasi, libero da persone e cose” fissando anche un termine perentorio. Comprensibile lo sgomento delle famiglie interessate che abitano le case popolari da anni, in alcuni casi da decenni.

In genere si tratta di persone anziane o ammalate che non hanno avuto alcun  reale aumento di reddito negli anni, salvo in un caso, ma solo il leggero adeguamento della pensione. Le famiglie interessate si sono rivolte al Comune stesso ma non hanno trovato comprensione: solo la conferma della fredda volontà comunale di applicare la legge in modo rigido. Alcune famiglie si sono allora rivolte allo Sportello del Cittadino, in via Cavour 7, esponendo le loro lamentele. Della cosa è stato poi investito consigliere regionale Enzo Marangoni che si è informato sul comportamento degli altri comuni della regione in casi analoghi.

La grande sorpresa è stato verificare, da parte di Marangoni, che nessun comune della regione Marche si è comportato come Recanati. In tutta la regione centinaia di famiglie avevano superato il reddito ISEE, ma nessun comune aveva deciso, brutalmente, di togliere subito la casa agli assegnatari per l’ovvio disagio sociale e umano che ciò avrebbe creato. Di tale disagio i comuni delle Marche hanno informato la  Regione Marche. Quest’ultima, per risolvere il problema, ha in seguito provveduto, con legge regionale 4 giugno 2012, n.18, ad aumentare i limiti ISEE per la decadenza dell’alloggio, elevandoli a due volte e mezzo l’ISEE, mentre prima il limite era di due volte. In tal modo la maggior parte delle famiglie assegnatarie è stata così tutelata e non sono stati fatti provvedimenti di decadenza dell’alloggio dai comuni: non così però a Recanati. Dell’iter preparatorio di tale provvedimento legislativo regionale a vantaggio delle famiglie erano stati informati tutti i comuni che, di fatto, avevano sospeso i loro interventi.  Tant’è che nessun comune ha inviato alle famiglie lettere analoghe a quelle inviate invece dal comune di Recanati, proprio perché i comuni aspettavano l’intervento della regione, cosa avvenuta con legge n.18/2012.

Invece il comune di Recanati ha proceduto in modo spedito a chiudere il procedimento  amministrativo di decadenza dall’alloggio prima che la legge n.18/2012 fosse emanata. Una scelta casuale? Che servizi sociali sono quelli che si comportano così? Se il comune di Recanati avesse atteso, come altri comuni, la modifica di legge introdotta dalla regione Marche, almeno due famiglie recanatesi su quattro non avrebbero ricevuto la richiesta del comune di liberare l’alloggio poiché sarebbero rientrate nei limiti ISEE, limiti aumentati appunto dalla nuova legge regionale. Purtroppo però la legge n.18/2012 non si applica ai procedimenti di decadenza già emanati (per volontà del comune di Recanati) alla data di entrata in vigore della legge. Ecco pertanto che le 4 famiglie recanatesi subiscono il danno per la strana rapidità del loro comune di sbatterle fuori dall’alloggio.

A questo punto è intervenuto il consigliere Marangoni facendo introdurre nella successiva  legge di assestamento di bilancio n. 37 del 27 novembre 2012, un apposito articolo di legge (art. 42) che consentirà ad almeno 2 delle 4 famiglie recanatesi coinvolte nella vicenda, di rimanere nell’alloggio popolare senza ulteriori problemi. In pratica quest’ultima norma prevede che i provvedimenti di decadenza (come quelli già decisi dal comune di Recanati) non producono effetti se il conseguente provvedimento esecutivo non è ancora concluso alla data di entrata in vigore di questa nuova legge. In pratica se  l’alloggio è ancora occupato dalle famiglie alla data del 4 dicembre 2012 e il loro reddito non supera due volte e mezzo l’ISEE, queste stesse famiglie hanno diritto di restare nell’alloggio.

Così dovrebbe essere per due delle quattro famiglie recanatesi coinvolte nella vicenda. La norma, che recepisce in toto un emendamento di Marangoni  illustrato dallo stesso consigliere in aula,  è stata approvata all’unanimità  dal Consiglio regionale, proprio perché si è trattato di salvare dallo sfratto famiglie bisognose di anziani o malati. In conclusione: il comune di Recanati, anziché essere animato da servizio sociale, si è comportato con queste famiglie come un elefante in  un negozio di cristalli, mentre Marangoni ha salvato dallo  sfratto almeno due di queste quattro famiglie. Le altre due pare che abbiano un reddito comunque superiore a due volte e mezzo l’ISEE.

 

 

 

 

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