Rafforzata la sicurezza alla casa di riposo

RECANATI. Il caso della povera 93enne Giuseppina Boccanera uscita  dalla casa di riposo nel pomeriggio di sabato 22 dicembre e ritrovata morta dal freddo in un’area nascosta dell’ospedale la sera delle vigilia di Natale, ha profondamente turbato il personale della Fondazione privata che gestisce l’istituto che ospita circa 75 anziani e il suo presidente, Sergio Beccacece, che come primo atto, ha dato mandato all’ingegnare Chiodi  l’incarico di studiare un sistema di sicurezza più efficiente, salvaguardando nello stesso tempo l’aspetto di struttura alberghiera aperta a tutti gli ospiti autosufficienti che possono uscire ed entrare  a loro piacimento.

Innanzitutto si è rafforzato il sistema di sorveglianza all’ingresso della casa di riposo con una estensione dell’orario di lavoro del portiere nell’arco della giornata in modo da coprire almeno le ore di punta, dalle 9 alle 12 di mattina e dalle ore 16 alle 19. Gli Ircer, rammenta Beccacece non può permettersi un servizio di portineria funzionante tutto il giorno perché implicherebbe la disponibilità di più personale che la Fondazione non può permettersi.

E’ scattato anche il controllo sull’uso dei due ascensori che collegano il piano superiore dove sono alloggiati soggetti con maggiori problematiche con il piano terra. Sino a ieri potevano essere azionati liberamente, adesso è necessario inserire la chiave che deve essere richiesta al personale di servizio. Al piano terra è stata rafforzata, inoltre, la sorveglianza con la presenza di un giovane che svolge servizio civile che staziona lì per buona parte della giornata, che fa compagnia agli anziani e contemporaneamente controlla i loro movimenti. Si sta studiando anche come munire le porte antincendio di un segnale acustico. Infine sono state ampliate da tempo le ore di attività lavorativa del personale infermieristico.

Rimane comunque pressoché impossibile tenere sotto controllo ogni angolo dell’Istituto che essendo ricavato da un vecchio immobile del centro storico, presenta numerose uscite sia su via Calcagni, che  su via XX Settembre e via Battisti. La casa di riposo, inoltre comunica con l’attigua Rsa (residenza sanitaria assistita), che condivide con la casa di riposo lo stesso portone di ingresso. Sembra proprio che l’anziana novantatreenne quel pomeriggio di sabato si trovasse all’interno della Rsa dove era in corso una  festa e che con la scusa di dover rincasare si è fatta accompagnare all’uscita da un uomo, per incamminarsi poi,  verso il suo tragico destino.

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