Sacchetti immondizia con microchip, 117.700 euro di ulteriori costi per la collettività.

Recanati. Nota di Roberto Bartomeoli del Centro destra. L’ultima trovata della giunta Fiordomo in materia di rifiuti un obiettivo lo ha già raggiunto: aumentare la spesa del servizio di 117.700 euro l’anno. Tanto costerà al Comune dotare di microchip tutti i sacchetti utilizzati per la differenziata e l’acquisto delle nuove apparecchiature informatiche.

E’ mai possibile che tanto a Recanati come a Roma non si riesce a capire che in momenti di crisi e difficoltà come questo occorre prima di ogni altra cosa ridurre la spesa pubblica e non aumentarla utilizzando al meglio le poche risorse disponibili. Con 117.700 euro avremmo potuto creare un fondo per la disoccupazione, ridurre la pressione fiscale, potenziare i servizi sociali, intervenire sulle scuole e riparare le strade. Sono queste le vere necessità della città e non il microchip dei sacchetti dell’immondizia.

La tracciabilità del rifiuto che tanto sta a cuore dell’amministrazione consentirà di riconoscere e sanzionare in tempo reale chi non rispetta le regole. Tradotto in parole povere il cittadino sarà vessato due volte; con l’aumento della tariffa per i maggiori costi e con le eventuali multe per gli errori commessi. L’obiettivo di aumentare del 6% la differenziata va perseguito facendo leva sul senso civico, puntando sulla formazione e sugli incontri nelle scuole e non con la repressione.

Come se non bastasse sull’immondizia incombe la nuova tassa introdotta dal governo Monti chiamata TARES. Un governo che ha saputo solo tartassare famiglie ed imprese ha pensato bene di mettere un’accise sui rifiuti che in media comporterà aumenti del 25% rispetto alla vecchia TARSU.

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