parità di diritti fra lavoratori pubblici e privati

RECANATI. Ancor prima del premier Monti, che suggerisce l’aumento dell’orario di lavoro per gli insegnanti, una simile proposta, rivolta a tutta la generalità dei dipendenti pubblici, arriva a livello locale dalla rivista “Il nuovo cittadino”, espressione dell’on. Luca Marconi, attuale assessore in Regione.

“A parità di qualifica e di stipendio rispetto ai colleghi del privato, si legge in una nota a firma di Francesco Garofolo, non riusciamo a capire perché i dipendenti pubblici debbano lavorare 4 ore in meno, non siano licenziabili o facilmente trasferibili ad altra funzione o ad altro luogo e non lavorano di norma il pomeriggio. Quindi orario a 40 ore, di mattina e pomeriggio, e part-time solamente al 50% rispetto alla attuale giungla applicativa che mette in campo decine di diverse forme di tempo parziale.”

L’UDC lancia anche una seconda “provocazione in funzione anticorruzione e anticlientela: concorsi pubblici regionali per tutti i livelli le aree e le amministrazioni comunali, provinciali, regionali e statali. Ogni tre anni verrebbero messi a concorso centinaia di posti con una graduatoria aperta dalla quale debbono attingere tutti, dalle prefetture ai comuni, dalla scuola alla sanità, non costringendo più un giovane laureato o diplomato al mortificante esercizio di decine di concorsi con migliaia di candidati per poche unità lavorative disponibili.”

 

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