Un Pomeriggio con Elisabetta Tripodi, sindaco anti n’drangheta

Recanati. Nella Giornata di Venerdi, abbiamo ricevuto la visita di Elisabetta Tripodi, primo cittadino di Rosarno, in Calabria, venuta nel maceratese ospite del movimento “donne democratiche” per una presenza elettorale e per discutere di criminalità organizzata.
Un breve ma cordiale incontro, che ho fortemente voluto in qualità di Segretaria Provinciale dei Giovani Democratici, durante il quale il primo cittadino della piccola località calabra ha parlato della complessa realtà in cui svolge il suo compito e del suo impegno ad affermare sul territorio legalità e rispetto delle leggi.
Come noto Elisabetta Tripodi, eletta primo cittadino di Rosarno nel 2010 dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose della precedente Amministrazione comunale, vive da tempo sotto scorta a causa delle minacce ricevute dai boss dopo che il Comune ha deciso di costituirsi parte civile in un processo contro la cosca, confiscando beni alla famiglia del boss Rocco Pesce.
Rosarno è diventato il paese simbolo della lotta per la legalità, il paese da cui è partita la rivolta dei braccianti e la ribellione delle donne di n’drangheta.
La cittadina è situata nella piana di Gioia Tauro, la zona della regione maggiormente controllata dalla criminalità organizzata: basti pensare che il porto di Gioia Tauro è il principale terminal a livello europeo di arrivo della cocaina.
Il sindaco di Rosarno è in prima linea nella lotta alla n’drangheta, che controlla anche l’immigrazione clandestina della zona.
Accompagnata dalla responsabile di “Donne Democratiche” Caterina Pucci e dall’Assessore alla Cultura Andrea Marinelli l’incontro è avvenuto in un clima di grande cordialità.
Abbiamo fatto visita al Palazzo Comunale dove il Sindaco Francesco Fiordomo ha accolto la sua collega calabrese con entusiasmo ed ospitalità.
Il “tour recanatese” è proseguito con la visita di Casa Lopardi e della mostra allestita nei locali dell’ex frantoio di Palazzo Leopardi.
Abbiamo poi raggiunto i locali di Villa Colloredo Mells, dove ad accogliere Elisabetta Tipodi c’era un gruppo di ragazzi pronti ad ascoltare ed imparare dalla sua esperienza.
“Ho raccolto l’invito con grande piacere, reputo essenziale confrontarmi con altre realtà. La mia esperienza di amministratrice è nuova: faccio il Sindaco della mia città solo da 2 anni, e mai avrei pensato che mi sarei occupata di politica nella mia vita; l’ho fatto soprattutto per contrastare il gravissimo fenomeno malavitoso della mia zona. Non è immediato comprendere la presenza della Mafia in un tessuto sociale: te ne accorgi solo quando pesti gli interessi e hai di ritorno segnali, non solo violenti, di ostilità. L’interesse della Mafia è quello di delegittimarti e fare fallire il tuo mandato, anche solo rallentando la tua attività.
La politica è un servizio e i politici non sono tutti uguali. Il fenomeno mafioso si è radicato così in profondità nel mezzogiorno perché è stato enormemente sottovalutato in passato. Adesso non è sufficiente averne consapevolezza, è ancora più importante non avere paura”.
Questo è il messaggio che il sindaco di Rosarno ha voluto lasciare a noi ragazzi.
Di fronte alle desolanti cronache di quotidiani, arresti e indagini che vedono protagonisti gli amministratori della cosa pubblica, ritengo fondamentale dar voce e porre l’attenzione su quanti, con coraggio e atti concreti, ogni giorno, lottano dall’interno dell’istituzioni, spesso in silenzio e in solitudine, per l’affermazione della legalità.
Roberta Pennacchioni
Segretaria Giovani Democratici Provincia di Macerata

Lascia un commento