
Recanati. Nota a firma dell’avv. Gerardo Pizzirusso e del Dott. Marco Lorenzini. Su sollecitazione di numerosi soci, che chiedono di capire cosa stia succedendo all’interno della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano e visto che il Presidente accuratamente continua ad evitare di dare specifiche e dettagliate informazioni sulla situazione della banca, reputiamo doveroso porgli ulteriori domande che si collegano alle voci diffuse negli ultimi giorni.
In particolare, si è diffusa la notizia che la banca abbia licenziato in tronco, senza neanche troppi complimenti e ringraziamenti e senza neanche specifici addebiti, il Rag. Romolo Sartoni ed a tale provvedimento espulsivo si collega la anticipata e preventiva nomina, con le funzioni di vice-direttore ma, in realtà, di vero e proprio direttore generale, del dr. Stefano Canella.
Questa è l’ennesima vicenda che desta molte perplessità, poiché il Presidente deve chiarire se vi sono e quali sono i motivi per cui l’attuale Direttore Generale dovrebbe essere licenziato in tronco e deve dire quanto rischia di costare alla banca un illegittimo licenziamento ovvero, se è vero che tra indennità e danni da risarcire è ragionevole stimare un costo per la BCC di circa 600 mila euro. Il Presidente deve anche dire chi ha deciso il licenziamento, se la decisione è stata presa da tutti i consiglieri o se alcuni erano assenti o dissenzienti e se è consapevole che, in caso di illegittimità del licenziamento, saranno i consiglieri stessi ad assumersi ogni conseguente e personale responsabilità di fronte ai soci ed alla banca stessa per ogni costo o onere che la BCC dovesse sostenere.
Se fosse vero, tale licenziamento sarebbe la conferma di quanto da noi anticipato già ad ottobre 2012 e poi ribadito a dicembre 2012, senza per questo aver doti profetiche ma solo per aver valorizzato certe anomale situazioni in forza delle quali avevamo evidenziato che, per non meglio chiari motivi o scopi, il Rag. Sartoni doveva essere “sacrificato” ed al suo posto assunto il dr. Canella il quale, a prescindere dalle sue capacità che non sta a noi valutare, aveva come invasivo sponsor il Direttore della Federazione Marchigiana che, non a caso, risulta averlo addirittura accompagnato ai colloqui con il CdA della banca.
Non si comprende perché mai si debba licenziare un Direttore Generale che non risulta mai essere stato sanzionato dalla Banca di Italia nella gestione del credito per assumere al suo posto, come sembra che avverrà, un Direttore Generale che, invece, risulta sanzionato “per carenze nell’istruttoria, erogazione, controllo e gestione del credito” nell’esercizio del suo penultimo incarico presso la BCC Padana Orientale San Marco-Rovigo, come riportato nel Bollettino di Vigilanza n. 2/2010.
Ci sfugge perché mai il Direttore della Federazione Marchigiana abbia suggerito tale nomina e si sia occupato della questione del licenziamento del rag. Sartoni e ci piacerebbe anche sapere cosa ne pensa il Collegio Sindacale (ha preso posizione sul licenziamento del rag. Sartoni ??) e, in particolare, il suo Presidente che, assai attento e rigido nella gestione del credito, ebbe a suo tempo a proporre proprio la persona del rag. Sartoni come Direttore Generale, evidentemente conoscendone capacità ed esperienza ed il fatto di non aver mai subito sanzioni, qualità che oggi sembrano inspiegabilmente rinnegate.
Ed il Presidente della banca in tutto questo cosa fa, si limita semplicemente a recepire o a fare ciò che gli viene suggerito ?
Ci sfugge proprio il perché del licenziamento del rag. Sartoni, proprio ora, dopo che per mesi l’attuale Direttore Generale è stato messo ai margini non facendolo mai partecipare agli incontri con il Fondo di Garanzia e con un bilancio della banca al 30.06.2012 che, condiviso anche dal Collegio Sindacale, presentava un margine di utile di circa 1 milione di euro, come riferito dal Presidente. Ed è vero, invece, che il bilancio al 31.12.2012 chiuderà con una perdita di circa 1 milione frutto di esasperati accantonamenti ed apposizioni a sofferenza ? A quale scopo tutto ciò, tenuto conto che le riprese di valore per gli accantonamenti del bilancio del 2010 hanno assicurato anche nel 2012 una sopravvenienza di oltre 2 milioni di euro ??
Al Presidente chiediamo anche se è vero che il costo lordo aziendale del compenso del neo assunto vice-direttore generale è di circa 220 mila euro, oltre l’alloggio e l’auto a disposizione (un compenso che sarebbe di gran lunga superiore a quello percepito presso la BCC di Taranto, ma la cuccagna è a Recanati ??) e come pensa di spiegare tale voce di costo con una politica di contenimento delle spese o, forse, questo contenimento riguarda solo il personale dipendente che non può contare su tanto influenti sponsor ?? Che fretta c’era, allora, di prepensionare il dr. Jonni, ex vice-direttore generale, per assumere il dr. Canella ? O, per converso, non vi erano professionalità interne, come riteniamo esservi, cui affidare la vice-direzione generale, facendo in modo che vi fossero persone a contatto con il territorio e che vivono sul territorio, piuttosto che affidarsi sempre a chi viene da fuori ?
Al Presidente chiediamo anche che fine ha fatto il famoso piano di risanamento, più volte redatto e modificato e mai approvato, che, come si dice in giro, avrebbe visto il Presidente del Collegio Sindacale occuparsi in prima persona del piano strategico del credito (con l’ennesima commistione di ruoli e di funzioni) ?? Perché tanto ritardo ?
Perché l’intervento di sostegno tramite il Fondo ancora non c’è stato ?? Quali sono le ragioni di un ritardo di 9 mesi dall’assemblea e di oltre 18 mesi da quando si era deciso di accedervi ? Ma tale intervento non era urgentissimo a pena di commissariamento della banca ? O tale rischio di commissariamento è servito per spaventare i soci per orientarne il voto nell’assemblea del 26 maggio 2012 ?
Siamo sicuri che tutta la compagine sociale condivida queste osservazioni ed i quesiti posti, anche se siamo altrettanto sicuri che il Presidente, ancora una volta, si sottrarrà da qualsiasi confronto con chi esprime un legittimo diritto di critica, trincerandosi in un colpevole silenzio ed in una totale e perdurante mancanza di trasparenza.
avv. Gerardo Pizzirusso Dott. Marco Lorenzini