Recanati. Si parlerà dell’ospedale con la presenza degli operatori che lavorano al S.Lucia e delle rappresentanze sindacali, nel consiglio comunale aperto in programma prima di Pasqua. E’ l’impegno che si è assunta Antonella Mariani, presidente della commissione consiliare, anche lei delusa di come si procede nel piano di riorganizzazione dei servizi e al pari del sindaco si sente tradita da tante promesse disattese. “Noi non siamo per una riconversione dell’ospedale in una casa della salute, dichiara senza mezzi termini. Stiamo fornendo bene dei servizi, avevamo preso degli accordi e quelli vanno mantenuti. Questa situazione va protetta e difesa e su questo non si può assolutamente tornare indietro, specialmente per il Punto di Primo Intervento, che deve rimanere aperto 24 ore su 24, e sulla chirurgia a ciclo breve che non deve trasformarsi in day surgery.” Per la Mariani è indispensabile far ritornare nel nostro ospedale pazienti che si erano persi perché la struttura è valida, funziona, dice, e riesce a dare quelle prestazioni che sono necessarie alla popolazione. “La richiesta di un consiglio comunale aperto era partita dalla Rsu dell’ospedale e da una cinquantina di dipendenti, stanchi di assistere al lento depauperamento dei servizi e della risposta sanitaria nel territorio. “Sarà un’occasione, afferma ancora Mariani, importante per confrontarci e sostenere il più possibile il progetto che avevamo per l’ospedale già concordato a suo tempo con gli esponenti regionali. Dobbiamo essere fermi e tutti uniti ed elaborare un piano comune perché Recanati ha già dato e più di questo non può dare. Personalmente ho sempre considerato la struttura ospedaliera importante che doveva, però, essere ridimensionata e inserita nel piano sanitario che si andava delineando nel clima del risparmio. Era necessario trovare una funzione all’ospedale di Recanati ed era stata individuata con la chirurgia a ciclo breve che ha fatto ben vedere il suo valore. Ci sono numeri molto favorevoli a testimoniare che stiamo lavorando bene e tanto e che il Santa Lucia è diventato una struttura necessaria che non deve assolutamente essere toccata.”