
Recanati. “Che si dimetta la Giunta e il sindaco!” E’ chiaro e perentorio l’invito che Edelwais Pellegrini, portavoce e anima storica del comitato a difesa dell’ospedale, ha lanciato all’Amministrazione Comunale nel corso della seduta del consiglio comunale aperto svoltosi ieri mattina. Un lungo dibattito che ha visto prendere la parola, oltre ai politici locali, anche gli operatori sanitari del Santa Lucia e dell’ospedale di Civitanova, le organizzazioni sindacali e in rappresentanza della Regione il direttore dell’Area Vasta 3, Enrico Bordoni.
Edelwais Pellegrini, interrotta più volte da applausi del folto pubblico presente, ha puntualizzato che dal 2006 il comitato ha sempre svolto azioni atte a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli amministratori sulle chiare sorti che andava incontro il S. Lucia pur prendendosi le accuse di demagogia, strumentalizzazione e addirittura di allarmismo. I rappresentanti sindacali, oltre a dire un chiaro no al piano di riorganizzazione regionale, che manda a casa circa 500 precari, hanno denunciano lo spreco di denaro per la costruzione del nuovo elisoccorso a Fabriano sia come collocazione (doppione di Ancona) ma anche perché fuori dagli standard sanitari nazionali. Unanime il dissenso del piano di riconversione di tutto il Consiglio. Il consigliere Simone Giaconi della lista “Per Recanati” ha posto anche il problema della incompatibilità di un consigliere presente che, grazie alla chiusura del laboratorio analisi, ha tratto dei vantaggi economici personali e ha espresso il suo disappunto perché non sono stati invitati i sindaci dei Comuni limitrofi e i due consiglieri regionali recanatesi. Clamorosa l’uscita dall’aula del consigliere di maggioranza Piergiorgio Moretti della lista “Città del sole” quando ha iniziato a parlare Bordoni dichiarando pubblicamente di non gradire ascoltare un dirigente che in periodo di crisi percepisce compensi stratosferici. Deciso l’intervento del sindaco Fiordomo che si è detto stanco di promesse non mantenute e dei continui cambiamenti di progetti e di indirizzi della Regione in fatto di riorganizzazione dei servizi sanitari che hanno di volta in volta penalizzato sempre più l’ospedale recanatese. Alla fine, quindi, non è stato difficile mettere tutti d’accordo nell’approvare un documento che respinge al mittente la proposta regionale.