
Recanati. Nota dell’avv. Marina Guzzini, dimissionaria dal cda della BCC. Nell’interesse della Banca ho scelto di rimanere in silenzio per consentire agli amministratori ed alla struttura di operare in un contesto di serenità ,scevro da ogni polemica che mi potesse vedere coinvolta .In relazione a quanto dichiarato dal Presidente Niccoli all’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano in data 25 maggio u.s. oggi ritengo necessario chiarire quanto segue:
le mie dimissioni dall’incarico di Consigliere del CDA sono state determinate dai “….forti ed insanabili contrasti con il Presidente e con alcune delibere da ultimo adottate dal consiglio….” . Le motivazioni personali addotte dal Presidente , sono imputabili al mio dissenso rispetto a quelle delibere sulle quali si sono accese insanabili divergenze di opinioni: il licenziamento per giusta causa del DG Sartoni e l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. La mia cultura professionale ed imprenditoriale mi suggeriscono di agire sempre valutando i rischi e gli oneri . Non ho condiviso i metodi e le modalità adottate nell’assumere provvedimenti di rilevante importanza che potrebbero avere serie ricadute anche patrimoniali.
Ritenendo che fosse diventato ormai troppo forte il contrasto con la maggioranza del consiglio ho preferito , in coerenza con i miei principi , dimettermi mantenendo fermo il dissenso riguardo alle delibere di cui sopra.
Mi è stato insegnato che tutte le questioni affrontate e discusse all’interno del Cda devono rimanere riservate, per tale ragione non ho volutamente divulgato le ragioni delle mie dimissioni.
In assemblea si è ritenuto opportuno rendere pubblica la mia manifestazione di voto in merito all’azione di responsabilità. Sarà a questo punto cura del Presidente comunicare ai soci anche la motivazione del mio voto.
Non rileva comunque più di tanto conoscere le ragioni delle dimissioni di un consigliere , ciò che non si deve perdere di vista in quanto interesse principale , è portare la Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano fuori da questa tempesta per mantenerla rigorosamente nell’ambito territoriale, che le è proprio e che le spetta. E’ doveroso lasciar lavorare gli amministratori che avranno sicuramente le stesse forti preoccupazioni di tutti i soci riguardo le prospettive future della Banca. E’ indiscusso che vivano sulla loro pelle le assicurazioni date e non mantenute .Il prestito subordinato che ancora non è stato erogato , il piano di risanamento che non è stato approvato dall’organo di vigilanza. Dove e come questa banca finirà? Sono gli amministratori che dovranno dare risposta alle domande dei soci che sentono platealmente parlare di fusioni o di aggregazioni con altri istituti, come suggerito dalla Banca d’Italia , e non hanno la benché minima cognizione di quali siano le determinazioni strategiche del Consiglio per il futuro.