
“Sono contenta di come è andata perché, poi, a sangue freddo mi sono resa conto di quanto ho rischiato.” Una brutta avventura quella capitata ad Alessandra Amichetti, 37 anni, educatrice dell’asilo nido “Il Covo dei birichini” di Fontenoce, che ieri mattina è stata vittima della brutale aggressione del rumeno Nini Dafinu Ioan, protagonista dell’assurdo attentato alla ditta Clementoni. E’ ancora confusa la giovane quando prova a raccontarci cosa le è accaduto. “Faccio l’educatrice e ieri mattina, erano circa le 7.20, come sempre faccio, ho parcheggiato l’auto nel piazzale antistante la scuola. Sono scesa e, mentre m’incamminavo verso la scuola, mi si è avvicinato un uomo. Pensavo che volesse chiedermi delle informazioni perché poco distante, vicino alla fabbrica della Clementoni, c’era parcheggiato un camion e ho ritenuto che fosse uno dei tanti camionisti che hanno bisogno di indicazioni. Mentre mi si avvicinava, invece, ha incominciato, con tono minaccioso, a chiedermi di consegnargli le chiavi della mia macchina. Lo ha ripetuto quattro, cinque volte e sempre con maggiore insistenza.”
Alessandra, per nulla impaurita, all’inizio cerca di resistere alla minaccia dell’uomo ma “ lui, racconta ancora l’Amichetti, mi si è avvicinato dicendomi che aveva un coltello con sé e che mi avrebbe ammazzato se non gli davo le chiavi della macchina. Allora urlando sono corsa sulla strada con la speranza che qualcuno mi sentisse e con il rischio anche che mi prendesse sotto qualche macchina che passava. Ho visto anche alcuni fermarsi e un uomo che è uscito dalla sua auto con bastone, ma non sono intervenuti. Ma lui, dice ancora la giovane mamma di due bimbi, uno di 14 e uno di 9 anni, a quel punto mi ha afferrato con la mano per il collo e, strattonandomi per un braccio, mi ha buttato a terra. Ho tentato di resistere, anche perché non mi ero resa conto delle sue reali intenzioni. Ho pensato pure che mi volesse rapinare o arrecare violenza. A quel punto l’uomo mi ha spruzzato per due o tre volte sugli occhi, sul viso e sulla bocca uno spray credo al peperoncino e da lì in poi non ce l’ho fatto più a resistere: non vedevo più niente e il dolore al viso era veramente allucinante, avevo un bruciore così insopportabile che alla fine mi sono lasciata andare e pur di farla finita gli ho allungato le chiavi della macchina.”
Amichetti confessa che in quei momenti terribili il suo pensiero è andato ai suoi figli e ai bambini dell’asilo che dovevano arrivare. “Poi è arrivato il 118 perché ho avuto una reazione orticaria al viso, una specie di ustione e sono stata portata al pronto soccorso dove mi hanno fatto il cortisone. Sono stata 4 ore in ospedale e poi mi hanno fatto uscire con una prognosi di 3 giorni. Nonostante il dolore, prima di andare in ospedale, ho cercato di chiamare qualcuno che potesse in quel momento occuparsi dei bambini che fortunatamente non erano ancora arrivati.”