L’ipotesi lanciata, senza per ora alcun reale riscontro documentale, dal Comune di Montelupone di una nascita del poeta Giacomo Leopardi non a Recanati, nella sua nobile dimora di Montemorello, ma in un casolare, di proprietà della famiglia materna, sito nelle campagne di San Firmano, è liquidata da Carlo Trevisani, studioso del poeta e responsabile della sezione leopardiana del Centro Studi Portorecanatesi, con un sorriso sardonico. “Diciamo subito, afferma Trevisani, che non si tratta di una notizia degna della benché minima attendibilità. Si tratta, in realtà, di un clamoroso fraintendimento che scaturisce dall’errata interpretazione di un brano degli annali di Monaldo Leopardi, brano che narra delle vicissitudini subite da Recanati e dalla famiglia Leopardi nel 1799, durante la breve occupazione francese.” Si noti l’anno perché Giacomo nacque nel 1798. Ebbene, riferisce sempre Trevisani, “accadde che il 16 giugno di quel 1799 Recanati fosse invasa da una masnada di cosiddetti “insorgenti”, che provenivano dalle parti di Camerino, dichiarandosi di fede papista e antifrancese, che distrussero tutti gli alberi della libertà e gli altri simboli di fede giacobina. In tale frangente il ventiduenne Monaldo contro la sua dichiarata volontà fu nominato “Governatore della Città”, nomina che gli valse la condanna a morte da parte dei francesi, prontamente informati non appena gli improvvisati insorgenti si squagliarono come neve al sole.” Monaldo allora si rifugiò con la sua giovane sposa in una casuccia campestre, poco lontana dalla città, nascondendole il motivo, cioè la sua condanna a morte, per non agitarla perché era incinta e il parto era imminente. Nel frattempo la condanna a morte venne revocata per l’interposizione di autorevoli personaggi locali e francesi e Monaldo ritornò nella sua dimora recanatese abbandonando il casolare di campagna che fu saccheggiato. L’equivoco è tutto nell’errata interpretazione che si è fatta del racconto di Monaldo, afferma ancora Trevisani. “In particolare la circostanza della moglie incinta, prossima a partorire, nella metà del mese di giugno: solo che non siamo nel 1798 ma verso la metà del 1799, quando Giacomo era già nato da un anno, mentre la gravidanza, cui si riferisce Monaldo, era quella del figlio secondogenito Carlo, nato, per l’appunto, il 12 luglio del 1799. In conclusione la pseudo-notizia appare del tutto infondata anche per un’altra circostanza, quella della data del battesimo. Giacomo Leopardi risulta essere nato nel palazzo di Montemorello il 29 giugno 1798 ed è stato battezzato l’indomani nella chiesa adiacente, come risulta dagli atti conservati nella parrocchia. (“Die 30 junii 1798- Jacobus Taldegardus Franciscus Sales Xaverius Petrus, natus heri hora 19 ex cive Monaldo quondam Iacobi Leopardi et Adelaide Filia Civis Philippi quondam Josephi Antici legitimis coniugibus ex hac civitate et parochia baptizatus fuit de licentia a reverendo patre AloysioLeopardi ex oratorio Divi Philippi. Patrini fuere cives Philippus Antici ed Virgina Mosca Leopardi”).
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