Nessuna consultazione su questioni che riguardano il futuro della città

Toni trionfalistici quelli dell’ufficio stampa del comune di Recanati, toni con i quali si nascondono aspetti  importanti  di quanto accaduto nel consiglio convocato con procedura straordinaria e di urgenza  sabato pomeriggio .
Quale l’urgenza?  Quella di utilizzare il pretesto di  un bando regionale in scadenza  per effettuare un vero colpo di mano, in barba al diritto del  Consiglio  di  prendere una decisone informata e ponderata ed in barba alla possibilità dei cittadini tutti di  orientarsi  tra diverse possibili alternative.
Tutto era già deciso, ancorché si sia ricorsi al ridicolo teatrino per cui  l’ ATI di Ircer e tre ditte costruttrici hanno depositato  le  proprie proposte  venerdì  27 . Giusto in tempo affinché  i  solerti  funzionari del comune abbiano potuto valutare  approfonditamente  in  mezza giornata – ma che efficienza! –   circa 150 pagine tra atti,  piani finanziari, progetti e pareri e  il consiglio sia stato forzato a riunirsi  per  dare validità giuridica a decisioni  che non dovevano minimamente  essere messe in discussione.
Anche  nella maggioranza  qualcuno ha manifestato il proprio dissenso, sia , palesemente, nella commissione riunita in tutta fretta alle ore 13 , sia assentandosi   dalla  seduta così strategica:  infatti sono mancati i voti  di tre consiglieri di maggioranza oltre a quelli dei cinque consiglieri di  opposizione.
Nei  fatti, con la pressione della scadenza ,  è stato impostato  un piano che vincola  il Comune per i prossimi   25  anni  per un appalto  che  vale  oltre  13 milioni di euro  in    servizi sociali ed assistenziali   per anziani, disabili e  bambini :  lo gestirà l’IRCER che, “occupato”  dalla squadra del sindaco, come lui stesso ha sempre dichiarato,  erogherà servizi  esterni alla sua competenza .  
Questo  il vero valore di tutta  l’operazione,  mascherato  dall’offerta di un edificio ,la ex scuola Gigli , ristrutturato  ma in pieno centro ,  cioè  in un ambito senza  adeguati spazi esterni,   adiacente ad un parcheggio che, potenzialmente,  potrebbe generare  concentrazioni di  inquinanti  incompatibili con la presenza di una scuola.
Da tempo le opposizioni  hanno chiesto di aprire un dibattito sulla destinazione di quell’edificio, tanti i cittadini che  non ritengono adeguata  la destinazione ad uso scolastico, privilegiando altri bisogni e consapevoli dell’inadeguatezza di quella collocazione.
Ma   i cittadini,  come la Piazza Verde insegna,   non sono degni di essere ascoltati ……..

Franca M. Galgano
Consigliere Forza Italia

 

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