La tradizionale funzione delle “Tre ore”, che ogni anno si svolge nel primo pomeriggio del Venerdì Santo nella chiesa di San Vito, è stata seguita dai fedeli con profondo silenzio, malgrado la chiesa fosse, come al solito, strapiena. Saranno state le parole del parroco, Don Pietro Spernanzoni, vicario del vescovo, pronunciate in apertura della funzione, ad indurre i fedeli ad un comportamento più rispettoso del luogo sacro e dell’importanza della celebrazione che ripercorre i momenti salienti dell’agonia di Cristo in Croce. Don Pietro ha avvertito, infatti, che non avrebbe tollerato il chiacchiericcio, che si era verificato l’anno scorso, minacciando addirittura, se fosse di nuovo accaduto, la sospensione della cerimonia religiosa e la chiusura della chiesa. Parole che sono suonate come un anatema: “Quella che ci accingiamo a celebrare, ha tuonato, è una cosa seria, non è un teatro.”
Al termine della funzione i fedeli si sono accostati al feretro di Cristo morto in preghiera e in attesa della suggestiva processione che richiama gente anche da paesi vicini per la sua particolare scenografia allestita dalle varie Confraternite e Congregazioni. I loro volontari, infatti, si mettono all’opera già qualche mese prima che arrivi la settimana Santa: calano, in segno di lutto, teli neri lungo le colonne della chiesa e, con luminarie appropriate, ricostruiscono lo scenario che rappresenta il Monte Calvario. Seguono, poi, tutta la cerimonia e la processione nei loro tradizionali abiti, una tunica a sacco di juta bianca o nera, indossati in segno soprattutto di umiltà.
Il ritmo della marcia della Processione è dato dal battere cadenzato della scandola, uno strumento di legno che, nella Settimana Santa, sostituisce il suono delle campane. Apre la processione i sacconi bianchi disposti in due file parallele e portano in mano oggetti in legno che ricordano la passione di Cristo. Fra i sacconi bianchi ci sono anche quelli mandati dalla famiglia Leopardi che si distinguono dal Rosario nero legato in vita. Dopo la banda, gli amministratori e i sacerdoti, procede il catafalco, con sopra la statua del Cristo morto, sospinto da alcuni sacconi neri.
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