Presi dall’euforia di celebrare il poeta Giacomo Leopardi, favorita soprattutto dal successo del film di Mario Martone, “Il giovane favoloso”, ci si dimentica spesso di dare segnali concreti di questo ritrovato interesse per il genio recanatese. Mentre il Comune avvia la campagna del bonus art, finalizzata a trovare mecenati disposti a sborsare 40.000 euro per aprire al pubblico la torre del borgo, c’è chi, come il Lions club Recanti Colle dell’Infinito, si è rimboccato le maniche e a proprie spese ha adottato un monumento, il Sacello Leopardiano, situato presso il Colle dell’Infinito, ripulendolo da capo a fondo e facendolo ritornare, così, al suo vecchio splendore, quando venne inaugurato nel 1998 su volontà di Franco Foschi, allora direttore del Centro Nazionale di Studi Leopardiani.
Il sacello è la ricomposizione delle pietre della prima sepoltura leopardiana di San Vitale. Le pietre furono portate a Recanati nel 1937 e solo nel 1998 vennero degnamente ricomposte. Le spoglie del poeta (se veramente il Ranieri riuscì allora a salvare il corpo del suo amico Giacomo dalla fossa comune) riposano nel Parco Virgiliano di Fuorigrotta a Napoli. Vi furono traslate dal pronato della Chiesa di San Vitale (sede della prima sepoltura) nel primo centenario della morte per volere dello stato italiano. Laura Francioni, presidente del Lions, architetto, fu la progettista di quel lavoro recuperando le pietre che dal 1937 erano state poste lungo il parco, nella parte alta dell’ex monastero Santo Stefano. “Una ricomposizione simbolica del vecchio sacello napoletano, usando materiali contrastanti come acqua, cemento e antiche pietre.
L’operazione di pulizia è stata fatta con idrolavaggio e nell’occasione abbiamo anche proceduto alla sistemazione della vegetazione circostante.” Domani mattina una delegazione del Lions club Recanti Colle dell’Infinito s’incontrerà con il Presidente del Centro Nazionale Studi Leopardiani proprio davanti al Sacello per verificare insieme i lavori svolti e stringere un accordo di collaborazione anche per il futuro visti i comuni obiettivi di valorizzare i luoghi della cultura legati in modo particolare a Leopardi e al Colle dell’Infinito che dovrebbe trasformarsi nella sua completezza in un parco letterario, come era nel progetto di Foschi che vi aveva lavorato intensamente da almeno un decennio insieme a Stanislao Nievo e la sua Fondazione che autonomamente aveva presentato le sue idee alla Provincia di Macerata e al Soroptimist.
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