Alta tensione tra il Centro Studi leopardiani e il Comune di Recanati. Questa volta il casus belli è stata una staccionata in legno, in prossimità della sede del Centro, che dei vandali hanno divelto scaraventandola lungo la scarpata del Colle. Un’autentica minaccia quel tratto di strada senza protezione perché chiunque, per malaugurata ipotesi, si avventurasse, per curiosità, oltre il limite del bordo libero della stradina potrebbe rischiare di precipitare di sotto ad una altezza di diverse decina di metri. Per giunta il personale del Centro ieri si era attrezzato per ripulire proprio quella parte del viale dove si trova anche il Sacello leopardiano rimesso a nuovo dal Lions club Recanati Colle dell’Infinito dopo lunghi anni di abbandono. Da qui la decisone di porre, in prossimità dell’ingresso del Centro Studi, una barriera metallica e di chiudere con una catena, sull’altro versante, il cancello, che dal Colle dell’Infinito conduce sino a Casa Leopardi, per isolare quel tratto di strada reso pericolo dalla mancanza della staccionata e dai lavori di pulizia in corso. Sicuramente qualche turista, vistosi bloccati i due accessi, si è rivolto al Comune per lamentare il disagio. Un dipendente dell’ufficio tecnico, a quel punto, si è recato sul posto e, senza avvertire il personale del Centro, ha spezzato la catena, portandosela via come un trofeo, ripristinando il passaggio. La cosa è stata presa come un affronto e un atto di prepotenza tanto da indurre Fabio Corvatta, presidente del Centro Studi, ad informare di quanto accaduto il comandante della polizia municipale e quello della locale stazione dei Carabinieri sollecitandoli ad intervenire e riservandosi di sporgere una formale denuncia. Sono seguite telefonate concitate fra i due Enti con il successivo ripristino del divieto di accesso di quel tratto di strada e la restituzione della catena precedentemente divelta.
;