Le piccole case editrici tradite dalla Regione, dopo il forfait dato alla partecipazione del Salone internazionale del libro di Torino

Le piccole case editrici tradite dalla Regione

 

La Regione Marche non sarà presente all’edizione 2015 del Salone internazionale del Libro di Torino che verrà inaugurato nei prossimi giorni dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Una decisione tenuta nascosta a tutti gli operatori marchigiani del settore e giustificata, per quel poco che trapela dagli uffici di Palazzo Raffaello, con motivazioni che sono semplicemente ridicole e imbarazzanti (la prossimità delle elezioni regionali), se si pensa alle innumerevoli iniziative e manifestazioni a carattere nazionale, che nei primi mesi del 2015 hanno visto la Regione parteciparvi in maniera massiccia.

Una decisione che toglie a decine di piccole case editrici (l’anno scorso furono oltre 40 quelle ospitate nello stand marchigiano) la possibilità  di presentare la propria produzione in una vetrina di prestigio e qualificante qual è da sempre il Salone internazionale del Libro.

La scelta di disertare la rassegna torinese testimonia in modo inequivocabile la scarsa considerazione per la piccola editoria marchigiana da parte dei vertici della Regione, nonostante le ripetute e, a questo punto, retoriche dichiarazioni di sostegno a un settore che in tutte le sue componenti (tipografie, legatorie, librerie, biblioteche) fino ad ora era considerato importante per il panorama culturale delle Marche e perciò delle scelte politiche dei suoi amministratori.

E’ sufficiente ricordare alcune di queste dichiarazioni, a partire dal contenuto del Piano regionale per la cultura 2014 (quello del 2015 non ha visto la luce in considerazione della scadenza del mandato) che a pag. 22 così si esprime “La Regione infine intende partecipare ad alcune fiere tematiche di settore (…) Tra queste particolare importanza viene attribuita alle fiere dell’editoria a partire dal Salone internazionale del Libro di Torino”.

Concetto ribadito più avanti, quando a pag. 36, nello specifico paragrafo Attività di valorizzazione e promozione dell’editoria marchigiana: “Si prevede la partecipazione a fiere ed appuntamenti di settore, a partire dal Salone internazionale del Libro di Torino, un evento importante per valorizzare l’intensa attività editoriale prodotta nella nostra regione”.

 

 

Non si possono poi tralasciare le parole di massimi esponenti della Regione, come quelle pronunciate alla vigilia della edizione 2014 dal presidente dell’Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi che ribadiva: “Da anni partecipiamo con entusiasmo e convinzione al Salone del Libro di Torino, una vetrina importante per le Marche e per la sua offerta editoriale, caratterizzata da tante piccole realtà che non hanno paura di scommettere nella qualità e nell’innovazione”.

L’anno precedente non aveva usato minor… vigore Pietro Marcolini, assessore regionale con delega anche alla cultura, quando aveva sostenuto con enfasi: “Siamo una delle sette Regioni presenti a Torino, con una partecipazione ventennale che sottolinea l’importanza che attribuiamo all’editoria per la crescita culturale e turistica delle Marche e per la valorizzazione economica del comparto”.

Parole scritte sulla sabbia, viste le scelte compiute per il 2015.

L’assenza della Regione Marche avviene inoltre proprio nell’anno in cui la manifestazione torinese ha quale tema conduttore “Le meraviglie dell’Italia”. Un paradosso impensabile per un territorio che non manca occasione di mettere in luce l’originalità e l’unicità del proprio patrimonio paesaggistico, architettonico, musicale, letterario, storico, artistico, enogastronomico.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato di recente che “La lettura non è esercizio alternativo all'uso degli strumenti della modernità e dell'innovazione. Il suo valore rimane inalterato nei diversi supporti che oggi sono disponibili ai cittadini, e particolarmente ai giovani. La lettura genera sapere condiviso, passioni, produce comunità: nostro compito è far diventare la conoscenza una rete attiva”.

 

Di questa rete attiva, il libro e le piccole case editrici che di esso sono il canale di promozione e diffusione costituiscono una componente fondamentale, insostituibile. Tradirle come ha fatto la Regione Marche cancellando la presenza al Salone internazionale del Libro 2015 significa togliere valore alla conoscenza e indebolire la cultura diffusa del territorio.

 

Controvento Editrice

Loreto, aprile 2015

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