E’ scattata l’operazione “sicurezza” alla casa di riposo di via XX Settembre intitolata ad Ester Gigli, mamma del tenore Beniamino. Da qualche giorno, infatti, come già annunciato sin dall’inizio dell’anno, parenti e conoscenti degli anziani ospiti potranno accedere al servizio o durante l’orario di visita (nel pomeriggio dalle 15 alle 17) o utilizzando una tesserina magnetica, già in possesso dei familiari, che apre il portone di ingresso, di giorno, in qualsiasi orario. Già da qualche tempo è in funzione in tutta la struttura, specie negli ingressi, un servizio di videosorveglianza che permette al personale infermieristico e a quello amministrativo di controllare sui monitor tutte le persone che entrano ed escono dalla casa di riposo. Questo tipo di provvedimenti si è reso necessario sia all’indomani del doloroso fatto del Natale 2012, quando una donna di 94 anni, uscita dalla casa di riposo, venne ritrovata solo il giorno dopo morta in un’area dell’ospedale S.Lucia, sia per scoraggiare visite indesiderate di qualche male intenzionato: più volte, infatti, nella struttura si sono registrati piccoli furti o, addirittura, truffe, ai danni degli anziani. Nel frattempo, intanto, all’interno della struttura si è costituito, in forma spontanea, un gruppo di famigliari degli ospiti della Fondazione con l’obiettivo di cercare di migliorare le condizioni di vita dei circa 80 ospiti. Sin dall’inizio del mese di marzo hanno richiesto al presidente, Alfredo Moretti, e alla direttrice, Mara Pierini, la convocazione di un’assemblea di tutti i familiari della struttura, come d’altra parte previsto dalla Legge, perché vorrebbero che fosse costituito formalmente il comitato di rappresentanza degli ospiti e dei familiari per instaurare un proficuo rapporto di collaborazione con la direzione della struttura finalizzato all’ulteriore miglioramento dell’ospitalità degli anziani. Ma ancora il cda dell’Ente non ha preso in considerazione tale richiesta e anche l’avvio della nuova normativa, in termini di ingresso e visite alla casa di riposo, viene adottata senza una preventiva, ulteriore assemblea con i familiari dopo quella tenutasi nel febbraio scorso. I familiari temono che queste nuove modalità operative possano aggravare ulteriormente lo stato di isolamento degli anziani ospiti anche se nella struttura, attraverso i diversi progetti attivati come il servizio civile, stage scolastici e “garanzia giovani” sono quotidianamente presenti, insieme ai tanti volontari dell’Avulss, molti giovani che contribuiscono a rendere l’ambiente molto vivace con un continuo via vai di gente che costituisce di per sé un elemento di distrazione e comunicazione per gli anziani.
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