Senza stipendio da un anno i dipendenti del Centro Nazionale Studi Leopardiani ….. favoloso!!!

Da dodici mesi senza stipendio, i tre dipendenti del Centro Nazionale di Studi leopardiani si preparano a gesti clamorosi pur di porre le istituzioni di fronte alla loro preoccupante condizione di lavoratori di fatto disoccupati pur garantendo ogni giorno l’apertura e l’attività del prestigioso ente di cultura. Hanno scritto tempo fa una lettera al sindaco per ringraziarlo del versamento della quota di iscrizione per l’anno in corso, pari a 10 mila euro, in qualità di socio del Centro. Questo ha permesso loro di ricevere due mesi di stipendio riducendo da 14 mesi ad un anno le mensilità arretrate. Si rammaricano, però, che il Comune non solo non abbia trovato il modo di anticipare, come era stato richiesto dal presidente Fabio Corvatta, le quote di iscrizioni per gli anni 2016 e 2017, permettendo di alleviare, e di molto, la loro posizione economica, ma di non aver avuto alcun riscontro alla loro lettera da parte del primo cittadino. Sono, però, ben lungi dall’abbandonare il terreno di lotta preparandosi ad azioni eclatanti come un volantinaggio davanti all’ingresso del Centro Mondiale della Poesia in occasione delle manifestazioni indette per celebrare, nei primi giorni di luglio, il poeta Leopardi. Sul Colle dell’Infinito sono, infatti, in programma in quei giorni spettacoli musicali e di prosa. Sono disposti a tutto, anche a vestirsi da uomini sandwich passeggiando nella centralissima piazza che dovrebbe trasformarsi per l’occasione in una grande scenografia con personaggi con vestiti d’epoca dell’ottocento. Paradossalmente, malgrado la loro rabbia, i tre dipendenti hanno assicurato che  rimarranno, però, al loro posto anche se non percepiranno nessuno stipendio perché considerano il Centro Studi un ente culturale di estrema importanza e vanto per la città. Hanno rinunciato anche a far valere le proprie ragioni ricorrendo ad azioni sindacali per non danneggiare la sua attività e per evitare che il loro gesto possa essere oggetto di strumentalizzazioni politiche. Tanta insensibilità, comunque, rimane inspiegabile se solo si pensa a come è nata questa istituzione cittadina: inaugurata nel 1937, in occasione del primo centenario della morte del poeta, grazie a contributi generosi da parte dello stesso Comune di Recanati che versò allora la bella cifra di 10.000 lire, una vera fortuna all’epoca. Ma anche tutti i comuni del territorio dettero il loro contributo, dai più piccoli come Sefro e Loro Piceno, ai più grandi perché allora venne compresa l’importante di una simile realtà, ciò che oggi, purtroppo, non accade più.

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