Il Duomo era gremito questa mattina per l'ultimo saluto a Giuseppe Guzzini, “una persona stupenda” come lo ha definito il suo amico di sempre, don Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona, che ha officiato la cerimonia funebre. “Famiglia, lavoro, carità, ha detto, l'amore alla donna, al lavoro alla fraternità! Questi valori lo hanno reso una persona stupenda! Abbiate il coraggio di custodire questa testimonianza e di onorarla! Lui vanterà il titolo di Figlio di Dio e di persona onesta e non di Cavaliere al lavoro!” A salutarlo, con la voce rotta di pianto, il figlio Alessandro che ha ringraziato, a nome della famiglia tutta, l’arcivescovo e le tante persone che in questa occasione si sono strette al dolore della famiglia che ha deciso di devolvere le offerte raccolte durante la cerimonia funebre alla Lega del Filo d'Oro di Osimo, all’istituto di riabilitazione del “Villaggio Le Ginestre” e alla cooperativa sociale “La Ragnatela”, entrambe di Recanati. “Era un uomo di grande fede e ci ha saputo trasmettere i suoi valori lasciando in tutti noi un grande vuoto! Grazie papà per quello che hai fatto, rimarrai sempre nei nostri cuori.” E’ don Eduardo Menichelli che prova a portare una parola di consolazione ricordando quello che una volta, nel periodo della Pasqua, gli aveva detto Alberto Moravia che lui andava spesso a trovare: “lei è fortunato perché per lei la morte non è l'ultima parola come per me! Per lei è la penultima! Ci vuole la certezza che la morte non distrugga tutto! Ci vuole la fede. Giuseppe era testimone della fede perché, anche se non vedeva, credeva.” Poi la voce dei nipoti che promettono di portare sempre con loro i tanti ricordi belli che hanno del loro caro nonno. Non è mancata neanche la voce delle istituzioni, rappresentate dal sindaco Fiordomo, che dal sagrato ha ricordato il Guzzini “assessore e consigliere, a cui riconoscere una particolare correttezza politica, che ha saputo dare un incentivo allo sviluppo del territorio contribuendo alla crescita della città ed è sempre stato umile. Un plauso, infine, ad una famiglia che diventa azienda e che sa creare azienda”. Oltre al mondo industriale e politico a seguire il rito funebre anche molti cittadini comuni che conservano di Guzzini il ricordo di una persona profondamente umana e di un benefattore, un vero mecenate, attento alla vita culturale e alla conservazione del patrimonio cittadino. Grazie a lui, ci confessa una donna, è stato possibile il restaurato del crocefisso ligneo della chiesa di Castelnuovo e la via crucis di Biagio Biagetti presente nella Cattedrale. Il saluto finale è stato affidato all’avv. Giuseppe Sabbatini, suo cognato. “Quello che ha fatto lo hanno chiamato impero ma è un impero bello! Peppe era il perno della famiglia e oggi la nostra presenza è una cosa sentita! Oggi non abbiamo perso nessuno perché la sua vita è un esempio per tutti noi. Non si è spenta la luce. Lui era un aviatore e ha messo le ali!” Il corteo funebre, quindi, si è incamminato verso il cimitero cittadino dove la salma è stata tumulata nella cappella privata realizzata nell’ala nuova.
di Nicla Cingolani
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