Se ne è andato Enzo Cerruti, giocò nel Mantova di Fabbri prima di giungere a Recanati

Se ne è andato all'età di 80 anni Enzo Cerutti, autentica figura di riferimento dello sport recanatese sin dagli anni 60 e con un passato glorioso al Mantova di Edmondo Fabbri. Il cuore dell'ex calciatore ed allenatore ha smesso di battere nella serata di ieri all'ospedale di Civitanova Marche dove era stato ricoverato nei giorni scorsi in gravi condizioni, dopo essere stato trovato in casa disteso a terra e privo di sensi dai familiari e dai Vigili Urbani allertati dai vicini che non lo vedevano da un paio di giorni. La sua vita è stata contrassegnata dall'amore per il calcio e per lo sport in generale. Originario di Mantova è cresciuto nel vi vaio della società della sua città passando dalle giovanili alla prima squadra fino all'arrivo di Edmondo Fabbri che aveva da poco appeso le scarpe al chiodo e iniziava la carriera di allenatore che lo avrebbe portato poi alla guida della nazionale italiana. Dal nord al sud dell'Italia, Cerutti è stato protagonista di un lungo perregrinare in cerca di fortuna. Durante il servizio militare gioca In Sicilia, al Bagheria, assieme al portiere Wiliam Negri che vinse poi lo storico scudetto con il Bologna nell'epico spareggio contro l'Inter di Herrera, a seguire il trasferimento in Basilicata e in Campania con la maglia del Bagnoli. A Recanati giunse per caso mentre era in viaggio per Cerignola in compagnia di alcuni colleghi calciatori, per trattare con squadre del sud. A Pesaro si incontra per caso con un dirigente della Recanatese e sboccia l'amore. Cerruti viene così stregato dalla città della poesia, del bel canto e del buon vivere dove prende la residenza, si sposa e mette su famiglia, giocando per tanti anni con la squadra giallo rossa divenendone una delle pedine piu' importanti. Ala dalle ottime doti atletiche e tecniche che sopperivano alla piccola statura, diviene protagonista di accesi derby al vecchio campo sportivo di via Cesare Battisti con autentici squadroni come Sangiorgese, Fermana e Maceratese di cui si ricorda un suo gol fantasma. Appese le scarpe al chiodo si dedica anima e corpo al settore giovanile per quasi trent'anni accompagnando alla maturazione calcistica centinaia di ragazzi che ancora oggi calcano i rettangoli di gioco della regione e che sicuramente lo ricordano con grande affetto, sopratutto per le sue immense doti umane. Nella sua lunga attivita ha portato le sue squadre a vincere ben 20 Coppe Disciplina, dimostrazione che oltre al calcio insegnava ai giovani calciatori i veri valori dello sport come la lealtà. La sua grande passione per lo sport lo avvicina anche alla palla a spicchi, coprendo il ruolo di dirigente accompagnatore dell'Us Basket Recanati oggi in A2, ai tempi della serie D e della C Regionale. Negli ultimi anni era ritornato al suo antico amore, collaborando con il Csi Recanati militante nel campionato di terza categoria, a fianco dei presidenti Silvano Filipponi e Romano Frenquelli. Lo scorso aprile era stato premiato alla Pasqua dello sportivo, nel corso della cerimonia promossa dal Comune e dall'Acli San Domenico in qualità di vecchia gloria dello sport cittadino. Cerutti lascia la moglie, due figlie e un bellissimo ricordo in tutti coloro a cui ha insegnato il gioco piu' bello del mondo.

 

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