La casa della salute si farà, parola della Mariani delegata alla sanità.

Dopo aver letto l'articolo pubblicato sul Il Resto del Carlino, anche se in questo momento mi sembra poco opportuno esprimere pareri, ritengo di dovere intervenire. Il mio collega Dott. Fuselli grida vittoria?

Siamo riusciti a bloccare la casa della salute? Della questione non ne abbiamo ancora riparlato semplicemente perché ci sono state le elezioni del nuovo Governatore delle Marche con tutto ciò che questo comporta come le nomine dei direttori delle aree vaste. Personalmente ritengo che i tempi delle varie procedure siano eccessivamente lunghi, ma questo e'

un'altro problema. Il discorso sulla casa della salute e' vivo ed aperto, nell'ultima riunione eravamo anche arrivati ad un progetto condivisibile, ma il Dott. Fuselli  non ha voluto mai partecipare a nessuna di esse. Il Prof. .Morosini, persona a mio giudizio molto competente, lungimirante ed attenta, penso sia dispiaciuta che questo progetto non prenda forma. Io non sono un giovane medico ma non ci sto’

ad essere considerata un semplice burocrate ma una professionista che gestisce la malattia. Tutti noi lo facciamo sempre ma in alcuni casi con difficoltà nostra e dei familiari. E' in questi casi che abbiamo bisogno del sostegno di mezzi ed anche di professionalità che solo con la Casa della Salute potremmo avere. Può essere difficile scardinarci dalla nostra routine ma con l'ospedalizzazione sempre più selezionata il nostro futuro é in quella direzione. Mi auguro che il Dott. Fuselli riveda la sua posizione e decida di collaborare alla realizzazione di questo percorso utile ai nostri pazienti sia sul piano sanitario che sociale. Mi sento infine di affermare che i nuovi medici a mio giudizio attualmente escono dalle Università e dalla scuola di specializzazione per la medicina di base, prima inesistente, ben preparati e pronti a questo progetto che li vede ancora più parte attiva nella gestione del malato. Concordo pienamente sull'attento controllo della spesa per ridurre gli sprechi tagliando anche i servizi che non servono ma investendo su quelli che, analizzando l'esigenze del territorio ed i risultati, sono  i più necessari ed eccellenti. Penso infine che noi medici dobbiamo partecipare alle sfide complicate della riorganizzazione con generosità e spirito di servizio, nell’interesse delle persone fragili che cerchiamo di aiutare tutti i giorni.

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