Il tar respinge il ricorso del Comune per il finanziamento per l’ex scuola Gigli

E’ decisamente partita con il piede sbagliato la vicenda del recupero dell’ex scuola “Beniamino Gigli”, un progetto pubblico-privato presentato insieme alla Fondazione Ircer. Il Tar delle Marche, infatti, ha respinto il ricorso avanzato nei primi giorni di luglio dal Comune di Recanati che contestava alla Regione Marche l’esclusione del suo progetto dai finanziamenti, pur essendosi classificato al 1° posto della graduatoria regionale, perché non immediatamente cantierabile. In giudizio si erano costituiti insieme Regione Marche e il Comune di Potenza Picena che si era classificato al 2° posto della graduatoria e, pertanto, era direttamente interessato all’esito del ricorso della cittadina leopardiana. Ora l’Amministrazione potentina si è vista riconoscere dal Tribunale Amministrativo Regionale il pieno diritto di utilizzare quel milione di euro destinato dal Ministero alla ristrutturazione degli edifici scolastici il cui decreto di attuazione è stato firmato proprio nei giorni scorsi. Il sindaco potentino, Francesco Acquaroli, incassata la vittoria, ha già messo mano ai bandi per l’assegnazione degli appalti per il recupero della scuola media di Potenza Picena, da qualche anno dichiarata inagibile con indubbie difficoltà logistiche per la classe insegnate e gli studenti costretti a convivere in spazi non adeguati insieme ai bambini della scuola elementare. Per Recanati è sicuramente grande la delusione anche perché vede sfumare, ancora una volta, la possibilità di procedere al recupero di quell’immobile chiuso dal 2009 a seguito del terremoto nella città de L’Aquila. Una vicenda, come dicevamo, partita con il piede sbagliato: prima le polemiche per il poco tempo a disposizione del Consiglio per esaminare il progetto stante l’imminente scadenza del bando, poi il giallo della presenza di una perizia geologica, datata 1998, che nulla aveva a che fare con il progetto stesso e utilizzata senza il preventivo assenso del professionista che l’aveva redatta, il geologo Mirco Patrizietti e ora la doccia fredda della decisione del Tar.

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