Da decenni, appena nata la cosiddetta Seconda Repubblica a gran voce invocata per le gravi carenze denunciate a carico della Prima, non passa giorno senza leggere di comportamenti adottati dai Partiti del tutto identici a quelli che costituivano i principali capi d’accusa contro la precedente dirigenza politica.
E’ realmente difficile ed immensamente lungo stilare l’elenco delle cose censurabili,seppur di natura diversa, messe in piedi da questa venticinquennale nuova dirigenza politica,senza per onestà poter escludere né DS,PDS,PD,né LEGA,né FORZA ITALIA,PDL,forze alternative che si sono avvicendate nella gestione del potere.
Trovo di estrema debolezza sostenere che queste nuove formazioni sono state inquinate dal reinserimento di esponenti della classe dirigente precedente,perché o si cercavano voti a prescindere o la volontà di cambiamento non era così incisiva.
Non mi faccio illusioni : una pezza giustificativa,grazie alle diffuse immense risorse dialettiche,si trova sempre,e questo avverrà anche per l’ultima che leggo.
Il neo-Presidente della Giunta Regionale sta nominando in suo appoggio cosiddetti esperti esterni, individuati soprattutto con criteri politici e partitici come anche un bambino capisce, ed altrettanto sicuramente faranno altri esponenti della struttura regionale.
Si tratta di incarichi retribuiti a 5/6000 € mensili.
Allora una domanda elementare: a cosa serve una pletora di alti Dirigenti regionali, assegnati ai vari dicasteri, lautamente retribuiti ?
Come anche: perché retribuire con 10/20/30.000 € mensili Consiglieri, Assessori, Presidenti, se hanno bisogno, poi, della badante ?
Si riesce a capire che tutto esce dalle tasche dei contribuenti che, se hanno la fortuna di un reddito, lavorano sei mesi l’anno, come dicono le statistiche, per pagare tasse, imposte e contributi?
Occorre mettersi bene in testa che è giunta l’ora di smettere di prendere per i fondelli i cittadini italiani,almeno se realmente,pur in presenza di aspetti diversi, si vuole evitare il ritorno alle condizioni che hanno caratterizzato la fine del secondo decennio e l’inizio del terzo del ‘900, cioè il rischio di una dittatura.
Gianni Bonfili
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