Sette anni fa uno schianto terribile alla periferia di Bologna segnò la fine della giovane vita di Marco Flamini, aveva 33 anni, l’unico figlio di Maria Teresa e di Carlo, conosciutissimo in città per essere il figlio di Luigi, sindaco di Recanati negli anni ’50 e per aver diretto per oltre quarant’anni gli Ircer che gestiscono la casa di riposo cittadina. Da allora l’affetto della sua famiglia, ogni anno in sua memoria, si concretizza in un atto di solidarietà verso la popolazione dell’Etiopia con la realizzazione di un pozzo d’acqua potabile. Il 19 giugno scorso si è inaugurato il quinto pozzo dedicato a Marco a Mesna Gitena nella tabia di Engurale, woreda di Irob, situata a circa 150 chilometri a nord della città di Makalle, un’area di circa 850 chilometri quadrati in un territorio molto scosceso fatto di montagne e vallate. Con questo pozzo, trivellato ad una profondità di 47 metri e unico nella zona, si riuscirà a garantire acqua pulita a circa 1200 persone, pari a sono circa 200 famiglie oltre ai malati della vicina clinica. I beneficiari di questi cinque pozzi unici nella zona, sono oltre tremila persone, in ricordo del ragazzo prematuramente scomparso. L'opera consentirà anche ai bambini di andare a scuola. "L'Etiopia, infatti, non ha solo sete, ci dice il padre di Marco, ma, grazie all'acqua, i bambini potranno andare a scuola perchè non saranno più costretti con le loro mamme a fare otto ore di strada a piedi per raggiungere la vena d'acqua più vicina." Il progetto è stato realizzato grazie anche alla collaborazione, esistente ormai da anni, tra l’Associazione Volontari l’Accoglienza di Caselle (TO) e la Fondazione Butterfly onlus. La zona orientale del Tigray è soggetta a ricorrenti siccità e le Woredas, oggetto dell’intervento, risultano tra quelle più colpite dall’insicurezza alimentare. Le precipitazioni sono scarse ed irregolari e mettono a repentaglio periodicamente i raccolti. Sono diffuse le infezioni intestinali che colpiscono particolarmente i bambini, causate principalmente dall’utilizzo di acqua non pulita. Carla Flamini e la moglie, entrambi cattolici, hanno trovato nel grande conforto religioso la forza per affrontare il tremendo dolore che li ha colpiti. "Ora che ho raggiunto la pace interiore, il senso della vita è quello di rendere il mondo migliore, lavorando per la pace e la giustizia. E queste popolazioni povere hanno tanto bisogno di pace e di giustizia" ci dice ancora Carlo Flamini. E' per questo che da allora ogni loro risparmio (ogni pozzo costa dai 13 ai 15 mila euro) è destinato ad alleviare la sofferenza di quelle popolazioni la cui vita giornalmente è messa a rischio da condizioni ambientali e sanitarie drammatiche. Di pozzi, ad oggi, ce ne sono ben cinque che portano il nome di Marco nella regione povera del Tigray, ma altri ne verranno aperti, sempre nel nome del giovane trentatreenne, “almeno fino a che io e mia moglie avremo la forza di vivere”.
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