Il nuovo direttore dell’Area Vasta 3 in visita al Santa Lucia

Visita a sorpresa di Alessandro Maccioni, il nuovo manager dell’Area Vasta 3, all’ospedale di Recanati. E’ il quinto direttore che dal 2010 ad oggi si è alternato alla guida della sanità del territorio che comprende l’intera provincia di Macerata. Maccioni ha fatto la sua incursione, in quello che resta orami del vecchio ospedale S.Lucia, quasi in incognito, senza cioè che il personale fosse stato avvisato di questa sua visita. Per un giro fra i reparti, molti dei quali vuoti da moltissimi mesi, si è fatto accompagnare dalla responsabile della direzione infermieristica Marinella Sgolastra, dal direttore sanitario Massimo Palazzo e dal suo amico, il dottor Fabio Corvatta, presente in quel momento al lavoro all’interno della struttura come responsabile del punto prelievi. Clima subito disteso ma senza che la guardia fosse abbassata di un centimetro. A Maccioni sono state fatte presenti, infatti, le criticità della struttura: dalla mancanza di personale all’assenza di impianti di area condizionata in medicina, utilizzata per lo più da pazienti anziani, dall’interruzione di alcuni servizi come lo screening mammario per la mancanza del mammografo alla necessità di accelerare i tempi per spostare all’interno del Santa Lucia il Poliambulatorio che attualmente si trova in via Cupa Madonna di Varano. Per fare questo bisogna adattare i locali vuoti alla nuova funzione. La presenza degli ambulatori con lo specialista a disposizione potrebbe anche rendere più concreta la realizzazione della Casa della Salute e completare, così, l’iter di trasformazione della struttura dopo la chiusura di molti reparti, a cominciare dal punto nascita, pediatria, medicina, chirurgia, quest’ultime ridotte rispettivamente a lungodegenza e ad interventi programmati di un giorno o poco più, il cosiddetto ciclo breve. Maccioni ha assicurato che presto riprenderanno i lavori della nuova dialisi, fermi oramai da alcuni mesi dopo che ci si è accorti che la parte dell’immobile ospedaliero, in cui deve sorgere il nuovo servizio, già occupato dal vecchio laboratorio analisi, anch’esso chiuso da circa due anni, necessita di opere di consolidamento del terreno, per cui si dovrà procedere ad una perizia di variante. Tutte cose, a dire il vero, prevedibili prima ancora dell’inizio dei lavori perché si conosceva già la precaria stabilità del terreno su cui poggia l’intera nuova ala dell’ospedale.

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