La guerra fra i bisognosi per una casa popolare

Un parere negativo ad una mobilità fra affittuari di case popolari è stato espresso dall’Amministrazione Comunale nei confronti di una cittadina di Fabriano, A.S., già assegnataria di alloggio Erp in quel Comune. La legge le permette, per comprovati motivi, di richiedere il trasferimento in un alloggio, sempre di proprietà delle case popolari, da una città all’altra purché siano d’accordo sia l’Ente regionale sia il Comune scelto dall’affittuario.

La signora attualmente è in stato di gravidanza e ha richiesto la mobilità volontaria presso un alloggio Erp situato nel Comune di Recanati, o comunque nei comuni limitrofi, per trasferire il proprio nucleo familiare vicino al luogo di residenza del padre del futuro bambino, soprattutto in considerazione dei problemi di salute presentati da due componenti il nucleo familiare (invalidità civile riconosciuta ad una figlia minore ed alla mamma richiedente).

Ma tutto questo non è stato sufficiente per l’Amministrazione recanatese che ha motivato il suo rifiuto in considerazione che nella graduatoria dei richiedenti un alloggio, (approvata nel luglio scorso), sono presenti ben 84 nuclei familiari che aspirano ad avare la casa e che attualmente di alloggi disponibili ce ne sono davvero pochi, se non per niente, nel Comune leopardiano.

Anzi, sottolinea l’Amministrazione, nelle prime posizioni della graduatoria risultano numerosi casi di disagio o debolezza sociale, quali nuclei monoparentali con più figli minori a carico, presenza di anziani, presenza di soggetti invalidi o con handicap grave a carattere permanente. Infine si precisa anche nell’atto deliberativo “la non proibitiva distanza tra le città di Recanati e Fabriano”. Per cui niente da fare per la signora a meno che l’Erap non decida diversamente visto che il parere del Comune non è vincolante per l’ente regionale.

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