Il saluto degli amici e dei familiari a Lorenzo Marconi

Tantissima la gente che ieri pomeriggio ha partecipato commossa nella Chiesa di Cristo Redentore, nel quartiere di Villa Teresa, ai funerali di Lorenzo Marconi, uomo politico di spicco ai tempi della Democrazia Cristiana nelle cui file ha ricoperto importanti incarichi istituzionali e politici. Amici, conoscenti, rappresentanti delle Istituzioni si sono voluti stringere attorno ai familiari, alla moglie Giuliana, ai due figli Luca e Simone e ai sei nipoti che con le loro lacrime e la loro lettera affettuosa, letta al termine della cerimonia funebre, hanno fatto piangere tutti ricordando nonno Lorè, i giochi che inventava, le storie che raccontava e la grande saggezza di vita che ha insegnato loro. Una cerimonia, officiata da Don Rino Ramaccioni, ricca di canti grazie anche alla presenza dei tanti aderenti al movimento religioso “Rinnovamento nello spirito”, in cui milita da sempre la famiglia e che è stata rappresentata in chiesa dal suo presidente nazionale, Salvatore Martinez. In chiesa anche il sindaco Fiordomo e il presidente della Provincia Antonio Pettinari. Il figlio Luca, al termine della cerimonia in una chiesa gremita sino all’inverosimile, ha ringraziato tutti i presenti e ha ricordato il padre leggendo una poesia scritta da Lorenzo Marconi e che fa parte di una raccolta di brevi composizioni pubblicate con uno pseudonimo. Una poesia che è quasi un testamento, un saluto di commiato alla vita per andare finalmente a vedere cosa c’è dall’altra parte della faccia della luna. Il feretro, quindi, si è incamminato verso il cimitero cittadino dove la salma è stata tumulata nella cappellina di famiglia.

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