La telefonata tra l’Ambasciatore di Israele, Naur Gilon, e il sindaco Francesco Fiordomo ha contribuito senza dubbio a distendere il clima ed evitare che i rapporti fra la città di Recanati e la comunità ebraica venissero compromessi irrimediabilmente dopo la decisone del primo cittadino di concedere una sala pubblica ad una iniziativa dal titolo: “Israele il cancro”, nome del filmato realizzato dall’attivista Samantha Comizzoli. Ma il caso non è destinato a chiudersi con la promessa dell’ambasciatore di venire a Recanati per riprendere un rapporto cordiale con la città del Leopardi perché, su iniziativa della minoranza consiliare, quanto è accaduto la sera del primo settembre a Recanati, giorno della proiezione del documentario-film, sarà portato in consiglio perché venga affrontato in un dibattito pubblico. Sabrina Bertina ha preparato la richiesta di una mozione che invierà oggi al presidente del consiglio perché l’intera assise cittadina si pronunci su questo grave episodio chiamando tutti i consiglieri comunali ad esprimere il proprio disappunto verso iniziative del genere. Per la Bertini “il sindaco avrebbe fatto meglio a chiedere subito scusa allo Stato di Israele per lo scivolone in cui è incorso invece di nascondersi dietro al patrocinio tecnico. E proprio il caso di dire che la pezza è stata peggiore del buco.”
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