Se solo avessero previsto la metà della gente, che è accorsa l’altra sera al Salone del Popolo per assistere all’incontro sull’identità di genere e sulle problematiche a scuola e in famiglia, gli organizzatori avrebbero affittato un cinema. Era talmente tanto l’interesse verso questo argomento che le persone, che non hanno trovato posto all’interno del Salone del Popolo, dove si svolgeva questo incontro, si sono sistemate lungo il corridoio dell’entrata cercando di origliare i vari interventi degli oratori invitati: lo psicologo Samuele Cognigni, l’avvocato Cristina Parolisi, il dirigente scolastico Claudio Bernacchia ed infine, Gianfranco Fuselli, medico di base. Una sorpresa anche per loro che, pur di soddisfare le tante domande dal pubblico, si sono attardati oltre la mezzanotte. L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di genitori. Soddisfatto Fuselli, che giustifica questa grande partecipazione della gente con la sete di conoscenza che anima le famiglie che “desiderano di essere informate su cosa sta succedendo a riguardo della nuova legislazione italiana ed internazionale sui nuovi indirizzi educativi improntanti sul genere della persona più che sull’individuo in sé. Le famiglie temono, aggiunge Fuselli, che certi principi fondamentali vengano persi.” Fuselli, nel suo intervento, ha messo in guardia dal fatto che questo sistema educativo tradizionale, basato di principi etici e morali, sia oggi messo in discussione e che si deleghi troppo alla scuola o ad altri l’educazione dei figli quando questa deve essere, invece, prerogativa e compito primario della famiglia.
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