Si va verso un rinnovo totale della componente pubblica del cda di Astea, dopo le recenti dimissioni dei suoi cinque consiglieri. Ad annunciarlo è il sindaco Francesco Fiordomo che riferisce di un “accordo con i sindaci per un rinnovamento totale per quanto riguarda i cinque componenti di nomina pubblica.” A casa quindi l’osimano Mario Berrè, 55 anni, Roberto Brutto di Montecassiano, Carlo Cipriani di Montelupone, così come il consigliere recanatese Enrico Cacciagiù, attuale segretario politico cittadino dei Popolari Marche – Unione di Centro la cui nomina di un anno fa fu frutto dell’intesa elettorale che ha portato alla riconferma al comune del sindaco Fiordomo. L’altro addio riguarderà la recanatese Maria Elena Sacchi, in quota Pd, la cui permanenza nel consiglio di amministrazione di Astea è considerata dallo stesso sindaco non più proponibile sedendo contemporaneamente anche nel cda del Cosmari. “Il doppio incarico, ammette oggi il sindaco a distanza di un anno, è cosa che non va bene. C’era l’accordo che Maria Elena Sacchi avrebbe mantenuto il doppio incaico solo per qualche mese in attesa di risolvere il problema della parità di genere nel cda di Astea. Chiaramente i due enti richiedono un impegno esclusivo e non ci può dividere al 50%.” Un ringraziamento particolare Fiordomo lo dedica al presidente Berrè e all’intero cda “per il senso di responsabilità e l’attaccamento all’Astea che hanno dimostrato.” Il sindaco non nasconde naturalmente quanto sia complessa oggi la situazione della governance di Astea con sette comuni, un socio privato e un capitale importante e non ultimo il difficile rapporto fra il sindaco di Osimo e il suo rappresentante, presidente ed amministratore delegato. “Nei prossimi mesi sarà da affrontare anche il rapporto con il privato che vorrebbe uscire perché il suo business non ha più un particolare interesse qui nelle Marche. Bisogna solo capire in che modo: con un indennizzo o con una rimodulazione societaria? Sarà inevitabile ragionare sul potenziamento di Astea perché se sino a qualche anno fa valeva il motto “piccolo è bello” oggi, invece, il piccolo è in difficoltà di fronte alle grandi potenze nazionali ed internazionali. Basta pensare al mercato dell’energia elettrica dove presto i margini di guadagno saranno sempre più risicati. Occorre definire una nuova strategia per salvaguardare il patrimonio di Astea e i posti di lavoro al suo interno. Quindi dobbiamo essere seri e responsabili e guardare il futuro con spirito positivo.”
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