entinaia di cartelli pubblicitari abusivi in città? Stando al numero di verbali emessi dall’Abaco, la ditta a cui l’amministrazione comunale ha affidato il servizio delle pubbliche affissioni, sembrerebbe proprio di si.
A decisamente sorpresi commercianti, come ad agenzie immobiliari sono giunte, in queste ultime settimane le richieste di pagamento dei diritti di affissioni anche per innocui cartelli come quelli «affittasi» o «vendesi» e addirittura per un piccolo annuncio di saldi apparso in un vetrina di un negozio del centro.
La multa è il doppio della tassa sulla pubblicità (25 euro) prevista per un anno, circa 50 euro. Tutti sono soggetti al pagamento dei diritti.
In verità la normativa è un po’ complessa e la tassa si può evitare di pagare quando il cartello viene esposto sulla propria abitazione (cancello, finestre, balcone, portone di ingresso o casetta delle lettere) o nelle immediate vicinanze della casa in affitto.
Inoltre l’annuncio non deve superare la misura massima di 0,25 metriquadri, in pratica un foglio A4. Diversamente si dovrà pagare una tassa che varia in base al luogo, alla grandezza del cartello e al tipo di esposizione pubblicitaria che si richiede.
LA LEGGE, come si sa, non ammette ignoranza e l’addetto della ditta l’estate scorsa, emulando il mitico Cristiano Militello inviato di Striscia la notizia, si è fatto un giro per le vie e le piazzette della città, proprio nel periodo dell’inizio dei saldi, scovando un bel po’ di cartelli abusivi, circa 200, che subito sono stati sanzionati con la richiesta, fra diritti, tasse e multe, di circa 25 euro ognuno per l’anno solare 2015, oltre naturalmente alle 25 euro della tassa annuale. Totale una multa di 50 euro per ogni cartello non in regola.
Ad essere stati maggiormente colpite sono state le agenzie immobiliari. Solo se si paga subito si ha diritto ad una riduzione dell’importo.
E’ VERO, racconta il responsabile di una di queste agenzie colpite che la legge esiste da diverso tempo, ma per un certo buon senso non era stata finora mai applicata, ma evidentemente ora qualcuno deve aver cambiato idea.
Facile immaginare lo sconcerto di chi si è visto arrivare da un giorno all’altro a casa il verbale dell’Abaco.
Alla fine la cifra modesta e la solita ingarbugliata normativa farà sì che si metterà mano al portafoglio pagando quanto richiesto e nel contempo si cestineranno tutti i cartelli non a norma evitando così, almeno, di pagare la tassa anche per il 2016.
A decisamente sorpresi commercianti, come ad agenzie immobiliari sono giunte, in queste ultime settimane le richieste di pagamento dei diritti di affissioni anche per innocui cartelli come quelli «affittasi» o «vendesi» e addirittura per un piccolo annuncio di saldi apparso in un vetrina di un negozio del centro.
La multa è il doppio della tassa sulla pubblicità (25 euro) prevista per un anno, circa 50 euro. Tutti sono soggetti al pagamento dei diritti.
In verità la normativa è un po’ complessa e la tassa si può evitare di pagare quando il cartello viene esposto sulla propria abitazione (cancello, finestre, balcone, portone di ingresso o casetta delle lettere) o nelle immediate vicinanze della casa in affitto.
Inoltre l’annuncio non deve superare la misura massima di 0,25 metriquadri, in pratica un foglio A4. Diversamente si dovrà pagare una tassa che varia in base al luogo, alla grandezza del cartello e al tipo di esposizione pubblicitaria che si richiede.
LA LEGGE, come si sa, non ammette ignoranza e l’addetto della ditta l’estate scorsa, emulando il mitico Cristiano Militello inviato di Striscia la notizia, si è fatto un giro per le vie e le piazzette della città, proprio nel periodo dell’inizio dei saldi, scovando un bel po’ di cartelli abusivi, circa 200, che subito sono stati sanzionati con la richiesta, fra diritti, tasse e multe, di circa 25 euro ognuno per l’anno solare 2015, oltre naturalmente alle 25 euro della tassa annuale. Totale una multa di 50 euro per ogni cartello non in regola.
Ad essere stati maggiormente colpite sono state le agenzie immobiliari. Solo se si paga subito si ha diritto ad una riduzione dell’importo.
E’ VERO, racconta il responsabile di una di queste agenzie colpite che la legge esiste da diverso tempo, ma per un certo buon senso non era stata finora mai applicata, ma evidentemente ora qualcuno deve aver cambiato idea.
Facile immaginare lo sconcerto di chi si è visto arrivare da un giorno all’altro a casa il verbale dell’Abaco.
Alla fine la cifra modesta e la solita ingarbugliata normativa farà sì che si metterà mano al portafoglio pagando quanto richiesto e nel contempo si cestineranno tutti i cartelli non a norma evitando così, almeno, di pagare la tassa anche per il 2016.
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