Non si fermano gli avvenimenti drammatici legati all’azzardopatia, la dipendenza da videopoker e azzardo in genere. Parecchi mesi fa il movimento 5 Stelle ha protocollato una mozione chiedendo che il Comune di Recanati si autoregolamentasse riguardo a questo problema sociale; ad ottobre abbiamo organizzato un incontro pubblico per parlare di quanto ci guadagni lo Stato (e ci perda in termini di costi sociali) e soprattutto per capire cosa può fare un sindaco. Perché un sindaco PUO’ fare qualcosa. Se lo vuole, ovviamente. Finalmente il 30 Novembre la mozione è approdata in consiglio comunale. Ancor prima della discussione lo stesso sindaco ha fatto intendere che la mozione giungeva quasi fuori luogo poichè l’Ato e l’Anci se ne stanno occupando (davvero? Non si direbbe) e quindi sarebbe stato inutile votare un regolamento che poi sarebbe stato difforme dal resto dei comuni che dovrebbero muoversi tutti nella stessa direzione. Per evitare il totale affossamento della mozione, la nostra portavoce ha optato per un emendamento della stessa chiedendo al sindaco un impegno più generico ma con una raccomandazione: che si rinunciase al regolamento comunale in attesa di quello regionale, purchè questo arrivasse in tempi brevissimi. Un coro di sì si è levato in consiglio: sindaco, assessore, presidente del consiglio. Siamo a gennaio 2016, la gente continua a subire violenze domestiche e non solo, la microcriminalità è in costante aumento e noi aspettiamo che sindaco e regione si decidano a fare qualcosa. È risaputo, infatti, che la burocrazia rallenta e affossa tutto mentre in questi casi il tempo è un fattore determinante e la celerità un aiuto concreto e qui si continua a prendere (e perdere) tempo. E’ molto improbabile che ATO e ANCI, con la maggioranza dei sindaci del PD, facciano qualcosa in contrasto con quanto sta facendo il Governo (sempre PD) a livello nazionale. In sintesi il Governo incentiva ed aiuta la lobby del gioco d'azzardo ed il nostro Sindaco, per non far vedere che non vuole o non può fare niente, prende tempo invece di prendersi la responsabilità di fare qualcosa di concreto. Alla luce di queste considerazioni abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza e rendere demerito a chi non vuole attuare quegli accorgimenti che non hanno la presunzione di risolvere il problema ma almeno di provare a prevenirlo. Ecco in che mani siamo. Auguri a tutti.
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