Chissà se le parole di ammirazione pronunciate venerdì sera su Rai 2 da Luciano Pavarotti, durante lo special a lui dedicato, nei confronti del tenore recanatese Beniamino Gigli, darà maggiore forza alla sottoscrizione in corso, attraverso l’art bonus, per salvare dal degrado la sua tomba e i dipinti in essa racchiusi. Non è la prima volta che viene riproposto l’episodio di quando Pavarotti, allora dodicenne, incontrò Gigli che era andato a Verona a cantare la “Lucia di Lammermoor” con la cantante lirica Lina Pagliughi. L’aneddoto è inserito anche nel libro "Io, Luciano Pavarotti" a cura di William Wright. Pavarotti ricorda che “Gigli era senza dubbio il tenore più famoso del mondo in quel periodo. Io avevo ascoltato i suoi dischi per anni, suonati e risuonati da mio padre, quindi ero particolarmente eccitato. Andai a teatro a chiedere quando sarebbe venuto a provare, poi, all'ora indicata, mi ripresentai e lui stava vocalizzando da circa 20 minuti. Mi hanno presentato dicendogli che ero un contralto. Io gli chiesi se potevo diventare un tenore. “Certo” lui mi risposte. “Ma quanto tempo ha studiato lei?” gli chiesi allora. E lui mi rispose “ho smesso 5 minuti fa”. Come ha smesso 5 minuti fa? pensai fra me e me. Allora in questo mestiere non si finisce di studiare mai per migliorare la propria arte.” E mentre Pavarotti raccontava, sul piccolo schermo di Rai 2 sono passate le immagini di Beniamino Gigli che nel 1937 canta “Ridi pagliaccio”. Se è vero, come ha tenuto a ribadire l’assessore alla cultura Rita Soccio anche recentemente, che il 2016 sarà l’anno dedicato a Gigli con la ristrutturazione della tomba e particolari eventi ancora coperti da segreto, questa imprevista vetrina nazionale speriamo che possa rappresentare un importante volano per le iniziative dedicate al tenore recanatese.
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