Dal 1° febbraio chiusa definitivamente l’attività chirurgica al Santa Lucia che si trasforma velocemente in ambulatori e lungodegenza

Doccia fredda per la chirurgia di Recanati. Da lunedì 1° febbraio non sarà più possibile effettuare ricoveri ordinari né attività di day surgery. Lo ha deciso la direzione generale dell’Area Vasta 3 che con una circolare ha dato disposizioni di annullare gli interventi programmati contattando i pazienti per dirottarli su altri ospedali (Civitanova, San Severino e Macerata) fissando loro un nuovo appuntamento.

Sconcerto e rabbia nei corridoi dell’ex ospedale Santa Lucia dove il persole sta vivendo un momento di grande amarezza anche perché per molti di loro si prospetta un trasferimento in altri lidi e, magari, con altre mansioni. Di botto vengono così soppressi tutti i posti letto del reparto che costituiva, sino a ieri, il fiore all’occhiello della sanità recanatese con i suoi 3200 interventi chirurgici registrati nel solo anno 2015.

Ancora una volta la sanità recanatese viene duramente penalizzata anche se Recanati, per numero di abitanti, è la terza città della provincia. Non sono pochi in queste ore, seppur a mezza bocca perché diffidati dalla direzione sanitaria ad avere rapporti diretti con la stampa, a sottolineare il silenzio assordante della politica cittadina, dal sindaco in prima fila alla delegata alla sanità Mariani, e regionale dove solo pochi giorni fa erano giunte assicurazioni dallo stesso presidente Ceriscioli che aveva promesso una sua visita in città per spiegare ai cittadini il futuro dei servizi sanitari locali.    

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