UN CONFRONTO POCO COSTRUTTIVO
Pur sempre più convinto che sia uno spreco di energie partecipare al blog di questo sito, nel quale intervengono quasi soltanto utenti anonimi, ai mei occhi omuncoli che non hanno alcuna cultura della libertà e che dietro questa copertura possono esprimersi nel modo più strampalato, credo opportuno formulare qualche considerazione più articolata a proposito di un mio sbrigativo commento all’articolo riguardante la BCC di Recanati, fatto oggetto di sarcastiche stroncature, sostenute da tanta forza argomentativa anonima.
Nel mio commento esprimevo l’opinione, credo difficilmente contestabile, che parcheggiare il proprio denaro in banca in via permanente e non provvisoria e momentanea, come dovrebbe essere, non è un investimento, tanto che si può andare incontro, addirittura, ad interessi negativi.
Anche se la banca fosse solida e non facesse correre alcun rischio ai suoi clienti attivi, non potendo esporsi troppo con i prestiti causa la grave crisi tutt’ora in corso, dovendo corrispondere interessi negativi alla Banca Centrale se vi dovesse dirottare le giacenze eccedenti,avendo costi di gestione difficilmente comprimibili, dovendo fronteggiare sofferenze probabilmente in crescita, è chiaro che non può largheggiare con la remunerazione verso i prestatori.
Il discorso cambia poco se si prende in considerazione il Titolo di Stato.
Resterebbe il settore azionario per il quale, però, bisogna avere come requisito minimo un cuore di ferro, viste le continue, forti, improvvise fluttuazioni di quel mercato, gestito da forze incontrollabili.
Per questi motivi, insieme a tanti esperti molto più autorevoli di me, quale,ad esempio, Michele Calzolari, Presidente della Assosim (Associazione Italiana Intermediari Mobiliari ), in questa congiuntura mi sembrava e mi sembra sensato pensare ai beni-rifugio, come gli immobili e l’oro, dato che, oggi, le loro quotazioni sono drasticamente calate e che, per le incontrovertibili logiche del mercato, prima o dopo sono destinate a risalire.
In più l’immobile può offrire una rendita netta, anche se modesta.
Ma c’è dell’altro. Rianimare il mercato immobiliare significa rimettere in moto numerosi altri comparti oggi in sofferenza, dai costruttori agli studi tecnici, dagli impiantisti ai rifinitori,ai mobilieri,agli autotrasportatori, alle stesse banche per la rivalutazione dei cespiti a garanzia.
Per concludere dico che se l’economia non si rimette a girare, se la moneta non circola ma viene lasciata dormire, essa stessa non avrebbe un futuro rassicurante.
Gianni Bonfili.
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