Tutto pronto per l’avvio dei lavori di rifacimento del selciato in via Roma, via Antici e via Leopardi, il cui importo complessivo si aggira sui 110 mila euro.
Da lunedì prossimo sarà sospesa la circolazione di ogni mezzo in via Roma e l’attuale senso di marcia sarà invertito per cui le auto in ingresso da Porta Marina dovranno proseguire per il centro e uscire a Porta San Domenico. Stessa uscita obbligatoria anche per tutti i mezzi che entreranno nel centro storico da via 1° luglio – Corso Persiani. Per i residenti di via Roma, chiusa al traffico, in base all’avanzamento dei lavori e nel rispetto delle norme di sicurezza ci sarà la possibilità di essere autorizzati a raggiungere con le auto il proprio alloggio così come per alcuni mezzi per le indispensabili operazioni di carico e scarico merce. Naturalmente sarà possibile, lavori permettendo, passare a piedi in queste strade.
Immaginabile il caos che ci sarà nei primi giorni di chiusura anche perché nella via si trova una scuola materna ed elementare dove generalmente i bambini sono accompagnati la mattina dai propri genitori con le rispettive auto. Per loro, comunque, sarà possibile utilizzare l’accesso alla scuola dalla sottostante via Carducci. Preoccupati i commercianti della zona che, pur condividendo l’urgenza dei lavori, sono sicuri che per alcune settimane la loro attività subirà un notevole rallentamento, cosa a cui di questi tempi non è facile rimediare.
Sergio Beccacece, direttore del corso di storia e personaggi recanatesi all’Università di Istruzione Permanente, pone l’interrogativo su come saranno risolte le pavimentazioni originali in mattoni che oggi sono congiunti al bitume. “Nel centro storico di questi collage, che dequalificano in modo evidente l’immagine di “città favolosa”, ve ne sono diversi esempi.” Beccacece cita il caso della Piazzetta di San Carlo, in via Roma, dove è situato il vecchio oratorio di San Carlo Borromeo del 1613, una volta chiesa di San Severino (1249) fino a quando passò sotto San Vito nel 1452. Il piazzale una volta era pavimentato con mattoni in cotto messi a spina di pesce, poi alcune parti sono state asfaltate. “La pubblica amministrazione come risolverà questo problema?” chiede ancora Beccacece: “Asfalterà tutto o ripristinerà il più antico pavimento in cotto?”
Stessa situazione in via Moroncini. “Mentre prima c’era un cotto a spina di pesce, con un recente intervento hanno scelto di sistemare una parte della via senza ripristinare la vecchia struttura ma asfaltando; quindi ci hanno asfaltato!” A tal proposito si ricordi il cartello del generale Terenzio Morena, residente nella via, posto in segno di protesta circa un paio di anni fa dove si lamentava dello stesso problema e del mancato rispetto per il passato. Se si vuole continuare con la “cura dell’asfalto”, oggi nuove tecnologie permettono di stampare e colorare il bitume con le forme tradizionali riproducenti mattoni e pietre nelle loro pose convenzionali. Forse questa soluzione renderebbe meno invasivi e più graditi gli inaccettabili “cerotti bituminosi”.
;