Neanche fossero le tesi del monaco Lutero ma quell'ordinanza a firma del dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, affissa sul vecchio portone del cortile del complesso di San Filippo, che si affaccia in via Cesare Battisti, le somiglia tanto, non certo per il contenuto ma per quel certo modo arcaico di comunicare fra il palazzo e il popolo. La bolla comunale intima al proprietario di quell’immobile, la Chiesa Rettoriale di S. Filippo Neri in Recanati, di provvedere quanto prima ad eseguire i lavori necessari alla messa in sicurezza dei luoghi e al ripristino delle condizioni igienico sanitarie a tutela del decoro e dell’incolumità urbana.
Strano che in un’epoca di posta certificata, notificata e con tanto di bollo, dove le comunicazioni scritte sono ridotte all’osso preferendo l’e-mail, il telefono o skype, un’ordinanza di questo genere sia affissa sul portone quasi fossimo ai tempi del banditore del re e dei suoi proclami. Allora, però, se non ottemperavi a quanto il re comandava le punizioni erano severissime oltre che puntualissime. Oggi, invece, tutto è diverso.
L’ordinanza affissa porta la data dell’agosto scorso e fa riferimento ad una precedente diffida a firma del sindaco niente di meno che del febbraio 2009: stesso l’oggetto e stesso l’invito: ripristinare un minimo di condizioni igieniche e ambientali di quel luogo che si trova a ridosso di una delle più belle porte d’ingresso della città realizzata nel 1300, San Filippo appunto, con arco a tutto sesto e parte dei beccatelli e del coronamento originario.
L'immobile, di origine ghibellina, parzialmente restaurato (nel febbraio 2011 il rifacimento della pavimentazione), è l'unica porta della città che conserva ancora i caratteri medioevali ed è considerata la Porta per l'oriente che guarda verso Loreto ma che apre anche l'orizzonte verso quei luoghi lontani dai quali la Santa Casa è giunta.
Nella diffida, fatta giungere al proprietario di quel cortile a ridosso della porta, la Chiesa Rettoriale di S. Filippo Neri appunto, si legge che a seguito di un sopralluogo è stato riscontrato che il cortile versa in condizioni igienico sanitarie precarie ed è necessario ed urgente eseguire lavori di ripristino di quei luoghi al termine dei quali doveva essere presentata all’ufficio apposita documentazione. In caso contrario si minaccia addirittura l’esproprio del bene quasi ci fosse un novello Robin Hood, giusto per ritornare ai tempi del re!
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