Non dorme più per paura dei ladri e chiede più luce sulla strada dove abita

Si aggirava ieri fra gli uffici della polizia municipale e il Palazzo Comunale nel tentativo di ricevere una risposta ad un problema che l’assilla da più di un mese, da quando ha ricevuto la visita dei ladri in casa che le hanno portato via i pochi preziosi in oro e una modesta cifra in denaro. B.L., 80 anni, è una signora che vive in via Badaloni, proprio sotto l’ospedale di Recanati.

Lei vive sola e sta quasi sempre in casa. In un pomeriggio, poco prima di Natale si era assentata, ci racconta, dalla sua abitazione per circa un’ora, il tempo di andare a fare alcune compere. Ma in quell’ora è accaduto che dei malviventi abbiano forzato la sua porta di casa, sono entrati e hanno messo tutto sotto sopra prelevando ogni cosa che hanno trovato, denaro e oggetti in oro. Per lei è stata un’esperienza scioccante. “Da quel giorno faccio fatica a dormire per la paura che possano entrare di nuovo i ladri nella mia casa. Sa, nella villetta accanto, abitata da un medico, sono entrati già due volte.”

Ieri mattina è andata così alla polizia municipale per chiedere cosa si potrebbe fare per meglio illuminare la parte esterna del piccolo condominio che, oltre lei, ospita altri due appartamenti tutti occupati da altrettante persone anziane. “Basterebbe spostare, ha suggerito la donna, la lampada di un po’ e renderla più potente”. Sicuramente non è un accorgimento efficace e risolutivo contro i malintenzionati ma all’anziana signora forse questo piccolo intervento potrebbe farle recuperare un po’ di tranquillità e, soprattutto, sonno di cui sente tanto il bisogno.

Ma in questo paese, si sa, anche i problemi più semplici diventano maledettamente complessi per via di una burocrazia folle. La polizia municipale alza le mani, non è un compito suo. Allora è dell’Astea, la società che gestisce l’illuminazione pubblica? Si, ma l’ufficio interpellato dal vigile urbano, che vorrebbe aiutare in qualche modo la nonnina a risolvere questo suo problema, fa sapere che per intervenire ha bisogno di una richiesta che parta dal dirigente dell’ufficio tecnico. La donna ringrazia e saluta il gentile uomo in divisa.

Una volta fuori si gira intorno e non sa dove andare. Dov’è l’ufficio tecnico e dove si trova il terzo piano dove ha sede l’ufficio del dirigente? Qualcuno intenerito si offre di accompagnarla. Giunti a destinazione la nonnina trova la porta di ingresso sbarrata: lunedì non è giorno di apertura al pubblico. Ma non si scoraggia, bussa con le mani sulla porta e suona il campanello. Dopo un po’ un impiegato gentile le apre e la fa’ accomodare forzando eccezionalmente il regolamento. Forse B.L riuscirà finalmente a risolvere il suo piccolo problema? Lo speriamo vivamente.

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