I carabinieri del comando provinciale di Viterbo e gli uomini della Forestale mercoledì mattina hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di tre persone ritenute responsabili di turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta Led, coordinata dal sostituto procuratore Stefano Pepe. I militari hanno ristretto ai domiciliari tre dirigenti della Cpm Gestioni termiche srl, società che ha sede legale a Terni, in via del Rivo, e quella amministrativa a Recanati.
L’inchiesta della procura della Repubblica di Viterbo è relativa a una serie di gare d’appalto indette nei comuni di Grotte di Castro, Villa San Giovanni in Tuscia e Civita Castellana tra settembre 2014 e agosto 2015 per i servizi connessi alla gestione della pubblica illuminazione ed impianti termici. Le gare si sono svolte tra il settembre 2014 e l'agosto 2015 e riguardavano l'appalto dei servizi connessi alla gestione della pubblica illuminazione e degli impianti termici.
Contestualmente sono in corso, in varie province, ulteriori 7 perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti indagati e acquisizioni documentali presso alcuni Comuni della Provincia di Viterbo. In particolare, il sostituto Pepe ha iscritto al registro degli indagati anche un assessore del Comune di Civita Castellana, tecnici comunali, tra geometri e ingegneri in organico ai tre municipi in questione, e un altro manager della Cpm srl, società con oltre 25 anni di attività alle spalle.
Nell’ambito della conferenza stampa, il colonnello dei carabinieri Mauro Conte, ha spiegato come i responsabili della Cpm avrebbero influenzato l’iter procedurale delle gare d’appalto bandite dai Comuni interessati per la manutenzione di impianti di illuminazione e impianti termici nei palazzi di competenza comunale. Attraverso rilevazioni tecniche in vari ambienti e captazioni telefoniche gli inquirenti ritengono che l’interfaccia con le amministrazioni pubbliche era il responsabile commerciale dell’azienda
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