Si stanno svolgendo in tutta la Provincia le Assemblee e gli incontri per la presentazione della “Carta dei Diritti universali del Lavoro”, ovverosia una proposta di legge di iniziativa popolare (nei giorni scorsi è stata depositata ufficialmente in Corte di Cassazione) formulata dalla CGIL per riscrivere lo Statuto dei Lavoratori, in modo da offrire coperture e tutele giuridiche a tutti i lavoratori, compresi quelli atipici. “Il nostro obiettivo, non lo nascondiamo, è ambizioso: ricostruire un punto di universalità dei diritti per tutti i lavoratori”.
A colloquio con il Segretario generale del Sindacato Pensionati Italiani CGIL (SPI) di Macerata, Stefano Tordini riassume con queste parole il senso della iniziativa di questa raccolta di norme messa a punto dal sindacato, il cui testo verrà sottoposto alla discussione ed eventuale approvazione degli iscritti alla Confederazione – in tutti i luoghi di lavoro e tra i pensionati –in una campagna straordinaria di assemblee che ha preso il via il 18 gennaio e si concluderà nelle prossime settimane.
– Cosa ha spinto la Cgil a formulare questa proposta ?
Tordini: “La constatazione della perdita di relazione tra il lavoro, i diritti a esso connessi e il fatto che quegli stessi diritti debbano essere universali. È evidente che lo Statuto del 1970 di per sé non basta più, per la semplice ragione che quella legge era stata pensata per un’unica tipologia di condizione e di rapporto di lavoro. La distinzione che allora appariva assolutamente chiara, tra lavoro subordinato a tempo indeterminato e autonomo, oggi non c’è più, sia per la moltiplicazione dei rapporti di lavoro, sia perché la stessa modalità con cui il lavoro si organizza è fondamentalmente cambiata. È evidente che la sfida è, oggi, quella di declinare il tema dei diritti riconoscendoli in capo alle persone e non più suddividendoli per tipologia specificamente contrattuale”.
– Secondo alcuni si tratterebbe di una mossa della CGIL in chiave anti Jobs Act…
“No, non è così. Non è solo il rischio di essere inadeguati al proprio ruolo. È l’insieme delle norme che si sono susseguite negli anni, per mano dei governi più diversi, che ha fallito, producendo solamente, in una furia deregolatrice, la svalorizzazione del lavoro, e a volte la naturale perdita dello stesso come condizione. Per questo sosteniamo che la nostra proposta ha finalità ben più ambiziose, a cominciare dalla ricostruzione del diritto del lavoro – che negli anni, a causa degli interventi legislativi, è stato frantumato – fino all’obiettivo fondamentale di ridare primato alla contrattazione. Ma penso anche al sacrosanto diritto alla pensione, oggi non più pienamente esigibile in ragione della decisione di dare priorità al principio dell’aspettativa di vita rispetto a quello del rapporto tra vita lavorativa e necessità di riposo”.
Un chiarimento essenziale per comprendere meglio il valore delle Assemblee e degli Incontri pubblici che sono stati organizzati in provincia, ce lo offre il Segretario Generale della CGIL di Macerata, Daniel Taddei.
– Che valore attribuisce il suo Sindacato alla consultazione dei lavoratori e dei pensionati sui contenuti del nuovo Statuto?
Taddei: “ Un valore enorme. La campagna di assemblee nei luoghi di lavoro, tra i pensionati, i precari ed i disoccupati rappresenta un importante momento di verifica dell’orientamento dei nostri iscritti relativamente a un testo che propone anche dei temi nuovi e che, oltre a voler ridare diritti, democrazia e dignità al lavoro, guarda in avanti, sforzandosi di leggere il cambiamento. Perché non è affatto scontato considerare un lavoratore autonomo portatore degli stessi diritti di un lavoratore dipendente. Ma non solo questo. Le assemblee saranno utili per riaprire una stagione che contrasti l’idea che il lavoratore debba essere sempre più marginale nella costruzione del mondo che verrà. La CGIL ripete: non abbiamo il problema di ripristinare alcuni articoli dello Statuto dei Lavoratori che sono stati aboliti, che è il modo in cui la nostra campagna è stata interpretata da diversi mezzi di informazione. Abbiamo bisogno, invece, di innovare l’interpretazione del mondo del lavoro, di cambiare davvero il modo in cui si considerano le regole del gioco. Le consultazioni hanno anche questo significato. Una prova straordinaria di democrazia – che, detto per inciso, è un valore in sé – con lo scopo di riaprire una stagione che non ci veda più soltanto sulla difensiva, ma esalti la capacità propositiva del nostro Sindacato, l’unico probabilmente che continua ad essere sempre fra i lavoratori ed i pensionati e che si preoccupa della tutela dei diritti di tutti i cittadini e non soltanto degli iscritti”.
Un’ultima notazione: gli Incontri Pubblici e le Assemblee nei luoghi di lavoro non hanno e non avranno al centro solo la proposta della Carta dei Diritti universali del Lavoro, ma hanno toccato e toccheranno anche altri temi di carattere sociale, quali ad esempio la sanità e la sicurezza degli anziani.
Gli Incontri pubblici (i più importanti) che ancora restano da svolgere, sono i seguenti: 1) a Tolentino il 14 marzo, con inizio alle ore 21, presso la Biblioteca Filelfica; sempre il 14 marzo ci sarà un incontro a Camerino, con inizio alle ore 15.30, che è stato organizzato presso la sede del Circolo Auser in Piazza Polzonetti, 4. Il 15 Marzo saremo di nuovo a Civitanova, presso la Sala Parrocchiale di Via del Timone 4, con inizio alle 15.30. Il 16 marzo saremo a Cingoli, presso il Circolo Cittadino di Piazzale Rossetti (inizio alle ore 15.30), mentre l’ultimo incontro si terrà a Recanati il 18 marzo (inizio alle ore 15.30) presso il Centro Anziani di Piazzale Europa.
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