parte da Recanati alla conquista delle star la sarta Liliana Calia

Da sarta di bottega ad esperta riparatrice degli abiti delle star. Presenza immancabile nei tour di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, e di Laura Pausini. E’ l’avventura professionale di Liliana Calia, 34enne recanatese trapiantata da sempre a Jesi. In pochi anni la sua passione e la sua dedizione le hanno permesso di arrivare oltre i confini stabiliti dai suoi sogni, nel jet set che di solito si guarda solo in televisione. La storia di Liliana inizia ad Osimo dove frequenta le scuole professionali e scopre il suo amore per la sartoria. Terminate le scuole decide quindi di iscriversi all’università, al corso di cultura e tecniche del costume e della moda di Rimini. Svolge tirocini, lavora da uno stilista a Verona e fa di tutto per coltivare l’esperienza necessaria per trovare un’occupazione. Ma non è facile. Siamo in piena crisi e lavorare appare quasi un’utopia.

“Mi sono guardata attorno – spiega Lialiana Calia – ed era chiaro che nella mia città c’era assolutamente bisogno di una sartoria. Allora piuttosto che impazzire cercando lavoro oppure andarmene all’estero ho deciso di tentare: ho aperto la mia attività, Mr. Cucito, un franchising nazionale ma che praticamente non esisteva nelle Marche”. Da subito Mr. Cucito ingrana bene fin da subito. Lavora soprattutto con le aggiustature ma anche con abiti su misura. Si parte servendo solo le donne ma ben presto l’attività si ingrandisce e già dopo due mesi Liliana deve assumere la prima dipendente. E’ il passaparola l’anima del suo commercio e in città si diffonde la voce. Le parole viaggiano talmente veloci che arrivano fino al nord Italia, alle orecchie di Nicolò Cerioni, titolare della ditta Sugar Kane, stylist di molti personaggi famosi. “La coincidenza fu che Jovanotti aveva deciso di iniziare il suo tour proprio da Ancona – racconta Liliana – e aveva bisogno di una sarta. Lui sul palco è un vero e proprio tornado, salta, balla, corre. Sono molto personalizzati e vanno aggiustati di continuo. Ci siamo trovati benissimo e per questo mi hanno ricontattato per seguire il tour estivo 2015 di Lorenzo. Poi ho fatto anche quello invernale, in tutto circa 45 date, due mesi e mezzo”.

Ma le sorprese non finiscono qui. “Mi hanno informato che anche Laura Pausini per il suo tour mondiale aveva bisogno di lavori di sartoria – continua Calia – Ci incontravamo a casa sua, oppure a Milano, a Roma. Provavamo i vestiti, facevo le modifiche necessarie e poi lei partiva per qualche destinazione lontana. Poi mi ha chiamato anche per la prima serata di Sanremo, dove ha cantato come ospite, e per la trasmissione “Laura e Paola” condotta con la Cortellesi”. I desideri di Liliana a questo punto hanno iniziato a prendere forma. “Non avevo mai pensato di poter arrivare a questo punto – spiega Calia – Mi sarei accontentata di una sartoria. E’ stato bellissimo anche perchè mi sono trovata a contatto con persone splendide, ho imparato come lavorare con ritmi frenetici, come controllare l’ansia e a capire che comunque vada alla fine ce la fai. Dei professionisti del genere hanno tanto da insegnare. Non parlo solo di Lorenzo e Laura ma anche di tutte le persone che lavorano con e per loro”.

Tra i suoi “incubi” Liliana ricorda una gonna africana, indossata da Jovanotti: “Quella gonna è stata una vera e propria sfida. Era stupenda, ricamata con le pietre. Fatta da Valentino. Però era anche molto pesante. Bisognava alleggerirla e fare in modo che Lorenzo la potesse allacciare rapidamente. Durante i suoi show ci sono cambi che durano solo 48 secondi e tutto deve funzionare alla perfezione. L’abbiamo provata e riprovata e alla fine gli ostacoli sono stati superati. Dopo queste esperienze Calia ha avuto tante gratificazioni lavorative e ha anche coltivato un sogno nel cassetto: “Il mio nome è apparso sul tabellone alla fine dei concerti di Jovanotti, è servito per capire che era tutto vero e che il mio impegno era stato gratificato. Ma il riconoscimento più bello è quello della mia clientela abituale. Sono stati tutti molto carini, venivano a salutarmi, a farmi i complimenti, come per dire: quella è la mia sartaOggi ho clienti che vengono da fuori, grazie ai social mi seguono in tanti. Ho in mente di iniziare una mia collezione, qualcosa di particolare, un marchio un po’ diverso di cui però è meglio non svelare niente, per ora”.

 

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