Il quartiere di Fonti S. Lorenzo, uno dei più popolosi e importanti, immerso nelle erbacce con animali di vario genere, solo ieri dopo innumerevoli segnalazioni e sollecitazioni dei residenti, stanchi di tanto abbandono, è stato parzialmente rasato nelle aree verdi. Di fatto ancora rimangono ben visibili erbacce alte lungo i marciapiedi che ne ostacolano in qualche zona tuttora l’accesso. Per non parlare della situazione in cui versa la vecchia storica struttura di Fonte di S. Lorenzo, soffocata da rovi e erbacce e di cui emerge solo una piccola parte di muro, come se gridasse aiuto. Una struttura che deve essere almeno preservata dai roghi che provocano gravi danni, in quanto luogo che rappresenta uno spaccato di storia importante,
perché era proprio da lì che le risorse idriche venivano convogliate e trasportate a Loreto, passando poi anche attraverso la monumentale opera del famoso acquedotto la cui parte visibile è solo quella dei così detti Archi.
Era facile comprendere che in una stagione anomala come questa in cui si sono registrate copiose piogge, le erbacce sarebbero cresciute a dismisura, per cui prossimamente il tema “il decoro della città” sarà discusso con una mozione firmata trasversalmente da diversi consiglieri comunali. Per tutti i quartieri bastava prevedere una manutenzione anticipata almeno nel taglio, ma purtroppo la giunta comunale è intenta a preparare le giornate dedicate al giovane favoloso e a pubblicizzare con manifesti piccoli e grandi la figura dell’attore del film che ha di fatto soppiantato quello del vero genio recanatese.
Solo nel percorso visibile preparato per il Ministro Franceschini, lungo la strada ex statale 77 di via N. Sauro si è provveduto al taglio delle erbacce e lo stesso criterio è stato adottato per la visita al Colle dell’Infinto, di cui si è scelto il percorso più breve all’interno del quale sono state eseguite pochi giorni prima alcune manutenzioni per rendere il luogo più dignitoso, spargendo un po’ di breccia nei viottoli, stuccando il muro e ripianando le scale impraticabili piene di buche. Di fatto il Ministro, con la guida del primo cittadino, salito in cima sotto la lapide “Sempre caro mi fu..”, avrà potuto soltanto dare forza all’immaginazione, perché di fatto la mancata manutenzione del verde, non eseguita da diversi anni, ha creato un sipario fisso che ha oscurato ogni possibilità di veduta.
Non è sicuramente questa la corretta modalità di agire e di prepararsi alla possibilità seppur difficile di presentare Recanati come Capitale della Cultura Italiana.
Recanati 02-07-2016 Antonio Baleani Consigliere Comunale Obiettivo Recanati
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