Venerdì 2 settembre i dipendenti della Bcc di Recanati e Colmurano hanno scioperato per protestare contro una politica aziendale che sta scaricando in maniera preponderante sul personale il costo del risanamento della banca. Risanamento che sta procedendo più rapidamente di quanto previsto dal piano industriale (tanto che è già uscita dalle cattive acque in cui navigava 3 anni fa) grazie, soprattutto, agli sforzi fatti dai dipendenti sia dal lato economico, con il taglio delle retribuzioni, sia dal lato dei risultati, grazie all’impegno profuso nell’ultimo triennio.
Di fronte al mancato rispetto da parte dell’azienda degli impegni assunti nei loro confronti, una percentuale ben superiore all’80% ha incrociato le braccia.
Solo 19 dipendenti (inclusa la direzione) si sono presentati al lavoro, grazie anche all’azione coercitiva dell’azienda soprattutto nei confronti dei dipendenti a tempo determinato che sono stati richiamati dalle ferie, con i quali è stato possibile aprire 2 filiali periferiche.
Alla luce di quanto sopra, ci auguriamo che l’azienda, che non ha fatto niente per evitare lo sciopero, prenda coscienza della portata di quanto accaduto venerdì scorso (l’ultimo sciopero all’interno di una bcc risale al lontano 1998) e riveda la propria posizione, tenendo conto delle giuste osservazioni fatte dai propri dipendenti nel rispetto dei diritti e degli obblighi di entrambe le parti.
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