Suona a morto la campana per il Punto di Primo Intervento a Recanati

Una campana a morto sta risonando in questi giorni in città e sul territorio per l’imminente funerale del punto di primo intervento del Santa Lucia. Non è un semplice rumor ma, a quanto pare, un’amara realtà, decisa da tempo, che stabilisce che dal primo gennaio 2017 il punto di primo intervento si trasformerà da servizio h24, cioè operante nelle 24 ore, in h12, e cioè presente solo nelle ore diurne, dalle 8 di mattina alle 20 di sera. Di notte entrerà in funzione la Potes, l’ambulanza del 118.

Sempre da quella stessa data partirà a regime l’ospedale di comunità con la riconversione totale di tutti e venti i posti letto della lungodegenza in posti per cure intermedie. A questi andranno aggiunti quelli della chirurgia a ciclo breve le cui sedute diventeranno tutte ambulatoriali.

Ad annunciarlo è lo stesso sindaco Francesco Fiordomo che dice di essersi incontrato più volte con i vertici dell’Asur e con il governatore Ceriscioli ottenendo alcune assicurazioni per i servizi che saranno garantiti nell’ospedale di comunità. Ora non resta che verificare se le promesse saranno mantenute e in che misura, di certo però è che il punto di primo intervento fra tre mesi chiuderà di notte. Questo, almeno, è quello ha riferito il sindaco Fiordomo perché, stando alle voci che circolano nell’ambiente ospedaliero, le cose sarebbe molto più allarmanti.

Infatti si parla niente meno che di chiusura a novembre, di notte, dell’emergenza, a dicembre anche di pomeriggio e a gennaio dovrebbe essere il servizio soppresso totalmente. Tempo che volge decisamente a burrasca e che ha allertato le organizzazioni sindacali e le forze politiche di minoranza che hanno lanciato l’allarme e si preparano alla mobilitazione perché si riveda questo disegno che darebbe un ulteriore colpo mortale alla sanità locale, tanto più quando si parla di territorio, quello del maceratese, a rischio sismico.

Malgrado questo, il sindaco Fiordomo rimane ottimista e continua a vedere il bicchiere mezzo pieno. “E’ stato siglato l’accordo, afferma il primo cittadino, con i medici di famiglia per l’ospedale di comunità. Quelli che hanno aderito sono sette (5 medici di famiglia e 2 della guardia medica, ndr.) e garantiranno la turnazione all’interno della struttura.” Fiordomo è fiducioso che sarà firmato entro l’anno (così gli avrebbe assicurato il governatore Ceriscioli) anche l’accordo sulla presenza nella struttura recanatese di medici specialisti affinché ritorni l’ortopedico, il diabetologo e gli esami con l’ecodoppler.

Quanto ai lavori di ristrutturazione dell’ex ospedale, per ospitare il poliambulatorio e l’Rsa e per la nuova dialisi, questi dovrebbero riprendere a metà ottobre. “I tempi si sono dilatati paurosamente per via della morte del direttore dei lavori, afferma Fiordomo, e perché una delle tre ditte nel frattempo è fallita.”    

 

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