La Torre del Borgo: verità, misteri, inganni.

Si è svolto nel pomeriggio di martedì 4 ottobre presso i locali ACLI di Castelnuovo l’incontro patrocinato dal CNSL e promosso dall’Università d’Istruzione Permanente “Don Giovanni Simonetti” in particolare dal corso “Storie e personaggi recanatesi” diretto dal dottore Sergio Beccacece, organizzatore dell’evento. Il rettore Aurora Mogetta ha colto l’occasione per presentare l’offerta dell’università sempre più ricca con ben quattro nuovi corsi, mentre Andrea Marinelli nella sua introduzione ha parlato dell’alto valore simbolico della torre nata dall’unione degli antichi castelli. “Recanati era una città di grandi contenuti perché costruisce qualcosa che va al di là dell'utilità pratica. Era uno dei nuclei più attivi e dinamici di tutta la Marca territoriale per l’aspetto economico, culturale e politico.” Beccacece, dopo aver descritto la torre nei suoi aspetti più tecnici, si è soffermato sugli elementi decorativi come, l’orologio, le lapidi, il bassorilievo di Pier Paolo Jacometti, commentato da Nikla Cingolani, ma soprattutto sugli stemmi chiedendosi se quello di Recanati è davvero l’erede dello stemma di Pompeo come è inciso nella pietra di destra posta sopra l’orologio: POMPEII STEMMATIS HÆRES. "E’ uno stemma modificato” risponde Beccacece “perché lo stemma di Pompeo è un leone che tiene nelle sue zampe una spada mentre il nostro ha anche la corona.” Pompeo benché fosse un perdente era un grande generale, influente, cordiale, molto amato dal popolo, ma soprattutto era nato a Fermo, città molto legata a Recanati.

Infine rivolge l’attenzione alla lapide con la frase delle Ricordanze  “Viene il vento recando il suon dell'ora dalla torre del borgo” citando gli Appunti di Don Lauro Cingolani il quale scrive dell’impossibilità per Leopardi di sentire il suono delle ore provenienti dalle campane della torre civica perché furono rapinate dal sacco dei francesi del 1798 e rimesse successivamente nel 1839, due anni dopo la morte del Poeta. “Ma questo è un topos letterario” ribatte Aurora Mogetta “non importa sapere se Giacomo sentiva o no le ore”. Pronto Beccacece a ribattere “Sì Aurora, ma se Leopardi l’avesse veramente sentito, il suono proveniva sicuramente dalla torre di Castelnuovo”.

 

;

Lascia un commento